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Trekking GR20 in Corsica: le nostre tappe – Parte 2 – GR20 Sud

Continua il nostro percorso di trekking sul GR20 in Corsica, questa volta nella parte Sud. In questo articolo vi racconteremo degli scenari e delle tappe della seconda parte del percorso: gli ultimi 5 giorni sul GR20 Sud e i suoi 100 km, considerati la parte un po’ più “facile” del GR20, ma sicuramente ancora molto scenografica ed emozionante. In generale, per percorrere tutto il GR20 da Calenzana a Conca abbiamo impiegato 11 giorni: per prepararvi ad affrontare il GR20 potete leggere questo articolo che racconta i dettagli generali su come affrontare il GR20 (cliccate qui).

L’articolo parte dal settimo giorno di trekking lungo il GR20: trovate la descrizione ed i racconti dei primi 6 giorni in questo nostro articolo Trekking GR20 in Corsica: le nostre tappe – Parte 1 – GR20 Nord (cliccate qui)

Trekking sul GR20 Sud

Giorno 7 – da Vizzavona a Bocca di Verdi

  • 30 km
  • 1.320 m di dislivello in salita e 955 m in discesa
  • 10 h di percorrenza

Dopo i primi sei giorni di duro cammino sui sentieri rocciosi del Nord, la parte di trekking sul GR20 Sud si presenta sulla carta più tranquilla e dolce. Si tratta comunque di un trekking impegnativo, ma la parte veramente difficile è ormai alle spalle.

Come già successo nel quinto e nel sesto giorno, decidiamo di accorpare 2 tappe, sempre perché le previsioni per i giorni a venire non erano molto buone. Le due tappe che attacchiamo di seguito nel settimo giorno sono queste:

  • da Vizzavona alla Bergeries d’E Capanelle (circa 5 ore)
  • dalla Bergeries d’E Capanelle a Bocca di Verdi (circa 5 ore)
trekking GR20 sud Capanelle
Verso la Bergeries d’E Capanelle

Bergeries d’E Capanelle

Lasciamo così Vizzavona (920 metri di altitudine) e ci incamminiamo subito in salita diretti verso Bocca Palmento. La salita è dolce e si affronta facilmente in mezzo agli alberi: sono circa 645 metri di dislivello in salita e si percorrono in 2 ore e mezza.

trekking GR20 Sud

Da qui si prosegue praticamente in piano, in un tratto sempre coperto da alberi dove è possibile trovare riparo dal sole cocente. Un ultimo breve tratto di salita, circa 355 metri di dislivello, ci conduce poi alla Bergeries d’E Capanelle (1.586 metri), la tappa a metà della nostra giornata.

trekking GR20 sud
La Bergeries d’E Capanelle

Qui pranziamo con i nostri panini, preparati con pane e affettati che avevamo comprato al campeggio la sera prima. Forse siamo ancora un po’ affaticati dal giorno precedente, e così ci fermiamo più del previsto alla Bergerie, dove cediamo alla tentazione di assaggiare anche un gelato ed una birra fresca.

Bocca di Verdi

Come già detto, dopo i sentieri del Nord, le giornate avrebbero dovuto essere più leggere qui sul GR20 Sud, ma in realtà questa giornata ci sembrava interminabile. Proseguendo dopo la Bergeries d’E Capanelle ci aspettano solo altri 320 metri di dislivello in salita, per una tappa che viene definita come la più facile dell’intero GR20. Ed in effetti, nonostante la stanchezza ed il sentiero che sembra interminabile, non incontriamo nessuna difficoltà.

Dopo un facile tratto di continui sali-scendi nel bosco, si raggiunge un pianoro verde, il Plateau de Ghjalcone a 1.591 metri, dove si trova la Casetta di Ghjalcone che ospita un folto gruppo di animali, tra cavalli, mucche e capre. Il Plateau de Ghjalcone si raggiunge circa 3 ore dopo aver lasciato la Bergeries d’E Capanelle.

Da qui comincia la discesa verso Bocca di Verdi (1.289 metri), che si raggiunge in circa due ore. Qui si trova il Refuge di Verdi, dove montiamo la nostra tenda. Alla fine, comprese le pause, questa giornata di trekking dura quasi 12 ore.

Giorno 8 – da Bocca di Verdi al Rifugio d’Usciolu

  • 16 km
  • 1.290 m di dislivello in salita e 830 m in discesa
  • 8 h di percorrenza

L’ottavo giorno cominciamo a camminare molto presto, verso le 5 di mattina: ci aspettano infatti 7 ore di cammino per arrivare al Rifugio d’Usciolu, neanche tante sulla carta, ma la fretta è data da un temporale previsto in arrivo per le 14! Così ci incamminiamo nel buio più completo della foresta, con il programma di arrivare al rifugio verso le 12, prima del temporale del pomeriggio.

Durante le prime due ore di cammino attraversiamo una foresta, dove il sentiero si sviluppa in salita per 600 metri di dislivello positivo. Come già detto, percorriamo questo tratto di salita al buio, con la sola luce delle nostre torce frontali. Ad un certo punto nella foresta compaiono altre luci: due occhi accesi si illuminano improvvisamente nel buio e per qualche momento ci spaventiamo, prima di capire che si trattava semplicemente di una mucca solitaria!

Bocca d’Oru

Continuiamo a salire nel buio e nel silenzio più assoluto, fino a raggiungere la fine della salita a Bocca D’Oru (1.840 metri), dove ringraziamo il fatto di essere partiti così presto a camminare, per vivere uno dei momenti più belli di tutto il trekking del GR20 sud. Arriviamo a Bocca d’Oru con le prime luci dell’alba: da qui la vista arriva fino al mare, che ora ci sembra talmente vicino! I colori dell’alba sono incredibili, il rosso infuocato si specchia nel mare, e ci fermiamo ad ammirare il panorama per più di un momento.

GR20 trekking
Alba vista da Bocca d’Oru (1.840 metri) prima di raggiungere il Rifugio de Prati

Da qui proseguiamo in un tratto di sentiero pianeggiante, in mezzo a verdi prati illuminati dalle luci dell’alba. Per gli appassionati del Signore degli Anelli, vi dico che sembrava quasi di stare nelle pianure erbose di Rohan dove è stato girato il film (in realtà i film sono stati girati in Nuova Zelanda: inutile dire che sarebbe un’altra meta di viaggio molto interessante!).

GR20 trekking sud

Rifugio de Prati

Un breve sentiero ci conduce in circa 15 minuti al Rifugio de Prati, tappa intermedia di questa giornata, dove ci fermiamo a fare la nostra seconda colazione. Sono infatti passate circa due ore da quando siamo partiti e sono solo le 7.

Dal Rifugio de Prati si attraversa una cresta rocciosa, in uno dei pochi tratti di trekking del GR20 Sud che ricordano i sentieri del Nord (ma non con le stesse difficoltà). Così si raggiunge, attraverso un sentiero che si sviluppa prevalentemente su roccia, la Punta Cappella (a circa 2.000 metri di altitudine) dopo altri circa 200 metri metri di dislivello positivo. Da notare che, proprio come nella maggior parte del GR20 Nord, in questo punto è richiesto un po’ di “scrambling” (il “famoso” termine che nella guida di Paddy Dillon-“The GR20 Corsica” indica una salita su roccia abbastanza aspra, utilizzando mani, gambe e ginocchia per aggrapparsi letteralmente alle rocce).

trekking GR20 Sud

Da qui comincia una bella discesa con tratti coperti da foreste: nel frattempo le nuvole cominciano ad addensarsi. La discesa ci porta fino alla Bocca di Laparo, scendendo di circa 500 metri fino ad arrivare ad un’altitudine di 1.525 metri. Pensiamo di essere quasi giunti al termine della giornata, ma in realtà siamo un’ora in ritardo sulla tabella di marcia ed infatti il cielo è sempre più minaccioso.

Monte Furmicula e Rifugio d’Usciolu

Comincia così l’ultima salita della giornata: ci sono altri 400 metri di dislivello che si affrontano in due ore, da Bocca di Laparo fino alla Cresta del Monte Furmicula (attorno ai 1.950 metri). La salita è abbastanza faticosa, anche se non difficile: forse cominciamo a sentire la fatica della partenza prima dell’alba. Arriviamo così al termine della salita proprio quando comincia a piovere, come previsto. La pioggia è leggera e pertanto non è un grosso problema, grazie alle nostre giacche (potete leggere in questo articolo-cliccate qui l’elenco di tutta l’attrezzatura che abbiamo portato per il trekking del GR20). Il problema sono i tuoni che cominciano a sentirsi in lontananza e sempre più forti in avvicinamento.

Nonostante qualche momento di paura, attraversiamo velocemente la cresta rocciosa del Monte Furmicula e ci lanciamo velocissimi nella seguente discesa verso il Rifugio d’Usciolu (1.750 m). La pioggia comincia a scendere più forte e così ci troviamo quasi a correre nell’ultimo tratto che ci fa scendere di circa 200 metri di dislivello. Per fortuna arriviamo velocemente al rifugio, proprio mentre la pioggia cessa ed i tuoni si allontanano. Ne approfittiamo così per montare velocemente la nostra tenda ed infilarci al suo interno. Sono circa le 2 del pomeriggio, e ci troviamo finalmente nella nostra tenda a riposare, mentre all’esterno ricomincia a piovere e ritorna il temporale. E’ una bella sensazione, quella di essere al riparo della propria tenda mentre all’esterno la pioggia cade incessante!

La sera il meteo migliora, e riusciamo così a cenare all’aperto sui tavoli del rifugio. La cena non è favolosa: una pasta con verdure imbevuta in una specie di brodo, che la fame però ci fa divorare lo stesso. Andiamo poi a dormire presto nei nostri sacchi a pelo, visto che anche per il giorno seguente avevamo previsto di partire prima dell’alba, dato che le previsioni indicavano temporale nel primo pomeriggio.

Giorno 9 – dal Rifugio d’Usciolu al Rifugio d’Asinau

  • 17 km
  • 1.010 m di dislivello in salita e 1.225 m in discesa
  • 8 h di percorrenza

Per il secondo giorno di fila ci svegliamo pronti per partire prima delle 5 di mattina: tuttavia, il meteo non ci aiuta e comincia a piovere molto forte proprio mentre ci stiamo preparando per partire. Rientriamo così nella tenda e decidiamo di aspettare. Restiamo in uno stato di dormiveglia e verso le 6 ci accorgiamo che ha smesso definitivamente di piovere. Così smontiamo tutto velocemente e partiamo spediti a camminare.

Le tappe “ufficiali” del trekking in questo tratto del GR20 Sud ci farebbero arrivare al Rifugio d’Asinau passando dal Rifugio Matalza, ma questa deviazione costerebbe un giorno aggiuntivo di cammino. Decidiamo così di seguire la “variante” che conduce dal Rifugio d’Usciolu direttamente al Rifugio d’Asinau. Questa variante era in realtà il percorso del GR20 originario, che è poi stato modificato. Proprio per questo, ad un certo punto del sentiero, la variante è indicata su massi ed alberi con doppie strisce gialle, invece delle originali bianche e rosse di tutto il GR20 “ufficiale”.

Plateau du Cuscione

Come per la giornata precedente, l’obiettivo è arrivare al rifugio prima del temporale pomeridiano delle 14. Così quando partiamo verso le 6:30 siamo già un po’ in ritardo! Partiamo con le nuvole scure in cielo e, dopo il Rifugio d’Usciolu, il sentiero percorre una leggera salita, di circa 100 metri di dislivello, fino ad arrivare alla Punta di Scaddatta, a 1.834 metri. Da qui si intraprende una veloce discesa nel bosco, fino a raggiungere quota 1.570 metri, a Bocca di l’Agnonu. A questo punto troviamo una deviazione: da un lato si prosegue sul percorso del GR20 indicato con i classici segni in bianco e rosso, ma noi seguiamo i segni gialli che ci portano sulla variante diretta verso il Monte Alcudina e il rifugio d’Asinau.

Il sentiero scende ancora, fino ad arrivare ad uno splendido pianoro verde a 1.450 metri, il Plateau du Cuscione. Nel frattempo il cielo si apre e qualche raggio di sole riesce a filtrare, facendoci ben sperare per il resto della giornata. In realtà sarà solo un veloce momento di sole, ma rimane intatto lo splendore di questo tratto di verdi pendii, attraversato da ruscelli e ricoperto di fiori. Sempre citando il Signore degli Anelli, qui mi sembrava proprio di stare nella Contea!

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Uno dei tanti ruscelli che attraversano i verdi prati del Platea du Cuscione

Monte Alcudina

Dopo aver attraversato il Plateau du Cuscione, comincia la salita verso il Monte Alcudina, di circa 700 metri di dislivello. Il sentiero procede gradualmente in questa salita che si affronta senza difficoltà, fino ad arrivare a quota 2.134 metri. Durante tutta la salita, le nuvole diventano più scure, visto che comincia ad avvicinarsi l’ora del temporale. Un po’ di paura ci spinge così a camminare ad un ritmo molto più veloce del solito. Quando raggiungiamo la croce sul punto finale della salita, tiriamo un sospiro di sollievo: il temporale non è ancora arrivato. Tuttavia non possiamo fermarci troppo, dato che dal Monte Alcudina manca ancora un’oretta di discesa per raggiungere il Rifugio d’Asinau (1.530 m).

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La croce sulla cima del Monte Alcudina (2.134 metri)

Camminiamo molto velocemente e nell’ultima mezz’ora di cammino comincia a piovere leggermente. Una volta arrivati al Rifugio d’Asinau ed entrati nella sala comune al coperto, si scatena un violento temporale. In quel momento, al coperto e dalle finestre del rifugio, abbiamo visto cadere una pioggia scrosciante, a tratti grandine, e lampi a volontà anche molto vicini al rifugio stesso. Abbiamo veramente pensato di essere stati incredibilmente fortunati quel pomeriggio, dato che siamo arrivati al rifugio poco prima che scoppiasse questo temporale.

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Tende nei pressi del Rifugio d’Asinau

Dopo un paio d’ore trascorse nella sala comune del rifugio smette di piovere e possiamo uscire a montare la tenda. I colori del cielo dopo le tempeste sono sempre qualcosa di straordinario.

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Tramonto nei pressi del Rifugio d’Asinau

Giorno 10 – dal Rifugio d’Asinau al Rifugio d’I Paliri

  • 16 km
  • 600 m di dislivello in salita e 895 m in discesa
  • 6 h e 30 min di percorrenza

Le previsioni meteo di temporali sono ormai una costante di questo trekking lungo il GR20 sud, e pertanto anche il decimo giorno partiamo di mattina presto, al buio verso le 5. Il nostro obiettivo sarebbe quello di includere due tappe in questa giornata, per raggiungere direttamente la fine del GR20 a Conca. Tuttavia, proprio a causa del temporale previsto per il pomeriggio, ipotizziamo di poterci fermare anche a metà giornata presso l’ultimo rifugio, il Rifugio d’I Paliri.

Col de Bavella

Il sentiero previsto per queste ultime tappe è relativamente facile (sempre se lo confrontiamo ai tratti percorsi sul GR20 Nord) e prevede circa 7km di prevalente discesa, per poi risalire di circa 300 metri di dislivello fino al Col de Bavella (1.218 m).

La prima tratta di sentiero la affrontiamo al buio, sempre con le nostre torce frontali, attraversando tanti piccoli ruscelli che affluiscono nel ruscello Ruisseau d’Asinau. Quando arriva la luce dell’alba vediamo sopra di noi le torri delle Aiguilles de Bavella.

Dopo aver completato la discesa in circa 3 ore, comincia l’ultimo tratto di salita di 1 ora verso il Col de Bavella. Questo è l’unico tratto roccioso di tutta questa parte di sentiero, ma è comunque relativamente facile da percorrere. Una volta arrivati al Col de Bavella, facciamo una breve pausa al Village de Bavella, dove ci sono un paio di ristoranti e campeggi. Il Village de Bavella è infatti raggiungibile in auto dalla strada ed è una nota località turistica di montagna della Corsica, dove partono numerosi sentieri verso le Aiguilles di Bavella.

Rifugio d’I Paliri

trekking GR20 Rifugio d'I Paliri
Una volta superato il VIllage de Bavella, si intravede la fine della catena montuosa che segue il GR20

Una volta superato il Village de Bavella ci aspetta una discesa su strada sterrata e poi una leggera salita di circa 200 metri di dislivello. Da qui si prosegue nuovamente in discesa su di un facile sentiero in mezzo al bosco raggiungendo il Rifugio d’I Paliri a 1.055 metri, circa 2 ore dopo aver lasciato il Village de Bavella. Arrviamo al rifugio abbastanza presto, dopo aver camminato sei ore e mezza sono infatti quasi le 12, così ci fermiamo a mangiare i nostri classici panini. A quest’ora non c’è ancora nessuno al rifugio, così ci fermiamo un po’ a parlare con il gestore. Ovviamente ci avvisa del temporale in arrivo nel pomeriggio e ci sconsiglia di proseguire fino al termine del percorso a Conca, a cui mancano ancora 5 ore.

Decidiamo così di ascoltare il suo consiglio, un po’ per la stanchezza e un po’ per la voglia di restare ancora una notte in tenda sul trekking del GR20 Sud. In ogni caso saremmo comunque riusciti ad arrivare a Conca in tempo il giorno seguente per il bus del primo pomeriggio che ci avrebbe riportati verso Nord, a recuperare la nostra auto a Calenzana all’inizio del sentiero.

Così montiamo la tenda e ci riposiamo tutto il pomeriggio, mentre fuori comincia a piovere come da previsioni. La sera ceniamo quando smette di piovere e conosciamo due simpatiche ragazze che vengono dalla Svizzera. Avevano entrambe zaini davvero pesanti da 17 kg e avevano portato il cibo più tutto il necessario per cucinare per tutti i giorni il trekking: veramente brave!

trekking GR20

La sera poi il tramonto ci regala nuovamente degli scorci bellissimi:

trekking GR20 Rifugio d'I Paliri
GR20 trekking tramonto
Il tramonto visto dal Rifugio d’I Paliri

Giorno 11 – dal Rifugio d’I Paliri a Conca

  • 14 km
  • 480 m di dislivello in salita e 1.470 m in discesa
  • 5 h di percorrenza

La scelta di fermarci al Rifugio d’I Paliri ci ha permesso di vivere un’ultima notte in tenda sul trekking del GR20 Sud, regalandoci un risveglio sotto le stelle con i magnifici colori dell’alba sullo sfondo. Così, per la prima volta su tutto il GR20, riesco a fare delle foto al cielo stellato.

trekking GR20 Rifugio d'I Paliri
GR20 trekking before sunrise

L’ultimo tratto del trekking sul GR20 Sud è complessivamente facile: si tratta di una lunga discesa di 14 km nel bosco (1.470 metri di dislivello negativo), alternata a qualche salita per solo 480 metri di dislivello positivo. La giornata è soleggiata e molto calda, e per tutto il percorso si vede il mare in lontananza, come a volerci segnalare la fine di questo sentiero.

trekking GR20 sud Conca
trekking GR20 sud Conca
Si intravede il paesino di Conca ed il mare che indica il termine del GR20

In tutto camminiamo solo 5 ore, con molta stanchezza nelle gambe e la consapevolezza di aver percorso tutto il GR20, uno dei trekking più belli e più difficili d’Europa! Il sentiero semplice di questi ultimi km ci permette di pensare e riflettere su questo viaggio quasi terminato.

La fine del nostro GR20

Mi ricordo la prima volta ad Aprile quando avevo fatto una semplice ricerca su Google con queste parole chiave “trekking Europa”, e tra i risultati principali compariva inaspettatamente proprio la Corsica con il suo GR20. Dopo l’iniziale scetticismo, il GR20 ha cominciato ad ispirarci sempre di più e ci siamo convinti a comprare i biglietti per il traghetto per arrivare in Corsica. Da lì è poi cominciata a subentrare la paura di non farcela, la lettura di libri sul trekking e di vari blog che raccontavano il GR20 come un trekking estremamente difficile.

Forse è proprio questo che ci ha motivati fino in fondo e che ci ha portati a prepararci al trekking in montagna da inizio Giugno fino ad Agosto. Ciò che mi sento di consigliarvi è proprio questo, preparatevi in tutto e per tutto: leggete anche questo nostro articolo dove racconto come ci siamo preparati al trekking del GR20 e tutte le nostre uscite sulle Dolomiti nei due mesi di preparazione.

In definitiva, è stata proprio un’estate indimenticabile anche per questo, perché mi sembra quasi che il viaggio di trekking sul GR20 sia cominciato il primo Giugno, con quella prima uscita in montagna dove avevamo mille dubbi sull’attrezzatura, sul peso dello zaino e sulle nostre capacità, fino ad arrivare agli ultimi km di discesa prima di arrivare a Conca a fine Agosto. Il GR20 è quindi un trekking ed un’esperienza che consigliamo fortemente, da considerare tra i sentieri più belli di tutta l’Europa.

Se tutto il racconto del nostro GR20 vi ha incuriosito, fatecelo sapere nei commenti!

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