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Trekking al Rifugio Galassi da San Vito di Cadore

Il percorso di trekking da San Vito di Cadore al Rifugio Galassi permette di ammirare da vicino il Re delle Dolomiti, l’Antelao. Con i suoi 3.264 metri di altitudine è la seconda cima delle Dolomiti, dopo Punta Penia della Marmolada con 3.343 m.

In questo itinerario ci inoltriamo tra le Dolomiti della Provincia di Belluno, in Veneto: un percorso di trekking da non perdere se vi trovate nei pressi di Cortina d’Ampezzo. Arriveremo infatti proprio al cospetto del Monte Antelao in un bel percorso che attraversa i Rifugi Scotter, San Marco e raggiunge infine il Rifugio Galassi, dopo aver ammirato costantemente la vallata di San Vito di Cadore, sovrastata verso ovest dal Monte Pelmo. Partiamo!

Itinerario di trekking da San Vito di Cadore al Rifugio Galassi

  • dalla partenza della seggiovia Scotter a San Vito di Cadore (a circa 1.150 metri di altitudini) si segue il sentiero 226 fino al Rifugio Scotter Palatini (1.580 m) e poi oltre fino al Rifugio San Marco (1.824 m);
  • dal Rifugio San Marco si segue il sentiero 227 verso il Rifugio Galassi fino a quando si incontra un segnavia che indica un bivio con il sentiero 229, proveniente direttamente dal Rifugio Scotter (lo si può percorrere al ritorno): qui si prosegue in salita fino alla Forcella Piccola (2.120 m), sempre sul sentiero 227, e poi all’ultimo tratto di discesa fino al Rifugio Galassi (2.018 m).

Percorso totale:

  • Dislivello: 1.000 metri di dislivello in salita;
  • Tempo di percorrenza: circa tre ore e mezza per l’andata (considerate anche 4 ore contando varie pause) e tre ore per il ritorno;
  • Difficoltà: il sentiero è di media difficoltà e presenta un dislivello da percorrere in salita abbastanza impegnativo; inoltre il sentiero è abbastanza ripido e stretto (ad eccezione della strada asfaltata e poi sterrata solo nel tratto iniziale). Tuttavia non ci sono passaggi troppo difficili: tra il Rifugio San Marco ed la Forcella Piccola si attraversa però interamente il ghiaione sovrastato dalla Cima Scoter (2.800 m) e da Cima Bel Prà (2.917 m). In alcuni tratti bisogna prestare attenzione a non scivolare e mantenere un passo fermo, specialmente dove il sentiero si restringe.
  • Periodo: l’escursione è consigliata per il periodo estivo. Lungo il percorso non si trovano fonti d’acqua pertanto bisogna partire con le giuste scorte personali.

Partenza da San Vito di Cadore

Per raggiungere il punto di partenza del trekking verso il Rifugio Galassi arriviamo in auto a San Vito di Cadore e seguiamo le indicazioni che dal centro ci portano verso gli impianti di risalita delle piste da sci invernali. Raggiungiamo poi un piccolo parcheggio, di cui trovate la posizione esatta nella mappa seguente (alcuni spiazzi per parcheggiare si trovano di fronte alla baita “Sun Bar”, indicata nella mappa).

Da qui seguiamo il sentiero 226 che procede inizialmente su di una strada asfaltata che lascia poi il posto ad una forestale sterrata, sempre abbastanza larga, ma che prosegue decisa in salita fin dall’inizio del percorso: nel primo tratto costeggiamo il fiumiciattolo del Ru Seco per poi attraversarlo e proseguire il salita.

Rifugio Scotter Palatini e Rifugio San Marco

Dopo una serie di tornanti lungo la stradina sterrata, raggiungiamo il Rifugio Scotter Palatini (1.580 m), che rappresenta la stazione a monte della seggiovia con stazione a valle vicino al parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina (la seggiovia è aperta d’estate).

rifugio scotter palatini antelao
Il Rifugio Scotter Palatini, con le imponenti pareti rocciose dell’Antelao che si notato a sinistra, immerse tra le nubi

Ora proseguiamo sempre sul sentiero 226, in direzione del Rifugio San Marco: la strada sterrata lascia il posto ad uno splendido sentiero che si immerge in salita nel bosco. Il Rifugio San Marco si raggiunge a quota 1.824 metri ed è caratterizzato da una struttura molto piccola ma accogliente.

Forcella Piccola

Dal Rifugio San Marco troviamo un cartello indicatore che ci indica la strada lungo il sentiero 227 per il Rifugio Galassi. In questo punto il sentiero esce nuovamente dal bosco per attraversare il ghiaione detritico del versante dolomitico delle due cime che caratterizzano il percorso, prima la Cima Bel Prà (2.917 m) e poi la Cima Scoter (2.800 m).

Durante il percorso bisogna prestare particolare attenzione a dove appoggiamo i piedi, dato che il sentiero si restringe ed è caratterizzato sempre da fondo sassoso.

La vista si apre verso San Vito di Cadore e ci permette di ammirare il maestoso Monte Pelmo (3.168 m) e le cime del massiccio della Croda da Lago. Proprio oltre la Croda da Lago, si nascondono le famose e spettacolari Cinque Torri, che si raggiungono con una splendida escursione dal Passo Falzarego nelle Dolomiti Ampezzane: Cinque Torri, rifugi Averau e Nuvolau: trekking dal passo Falzarego nelle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo (cliccate qui)

panorama san vito di cadore
Dal Monte Pelmo a sinistra, fino alle Tofane sulla destra
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Il sentiero roccioso 227 verso il Rifugio Galassi: vediamo ancora il Monte Pelmo, la cui cima è coperta dalle nuvole
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Dopo aver incrociato il cartello segnavia che indica la deviazione con il sentiero 229 (che arriva in salita direttamente dal Rifgio Scotter e che percorreremo al ritorno) proseguiamo sul sentiero 227 fino a raggiungere la Forcella Piccola a 2.120 metri.

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Incrocio tra il sentiero 227 e sentiero 229
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Segnavia presso la Forcella Piccola (2.120 m)

Rifugio Galassi

Dopo la Forcella Piccola, il sentiero ci presenta uno scenario montuoso ragguardevole, tra le pareti dell’Antelao sulla destra (verso sud) e le pareti dello Scoter sulla sinistra (verso nord). Brevemente, si comincia ad intravedere anche il Rifugio Galassi (2.018 m), che si raggiunge poi con una breve discesa sempre dal sentiero 227.

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in basso a destra il Rifugio Galassi
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Vista dal Rifugio Galassi e sul sentiero 255 che scende verso est in direzione Val d’Oten verso il Rifugio capanna degli Alpini. Come sfondo si notano le Marmarole
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Dal Rifugio Galassi ammiriamo così il panorama sulle Marmarole, catena montuosa che si sviluppa come una muraglia da ovest ad est, partendo dalla Cima Bel Prà (2.917 m) fino al Monte Ciarido (2.570 m), nei pressi di Auronzo di Cadore. Le Marmarole sono effettivamente una catena montuosa poco frequentata, che mantiene ancora un aspetto selvaggio e caratterizzato da pochi rifugi. Strette tra i due famosi giganti dolomitici, il Sorapiss (3.205 m) e l’Antelao (3.264 m), sono sicuramente un luogo altrettanto affascinante e da esplorare.

Entriamo così al Rifugio Galassi, edificato nel 1913 come ricovero militare per le esercitazioni alpinistiche delle truppe dell’esercito. Il suo aspetto è infatti austero, e ricorda una grande caserma di pietra. Il suo nome è una dedica a Pietro Galassi, tenente degli Alpini, in seguito alla sua morte per malattia in Libia nel maggio del 1913.

Antelao: il Re delle Dolomiti

Significativa è soprattutto la posizione del rifugio, scrutato e sorvegliato dalla cima dell’Antelao (3.264 m), il Re delle Dolomiti, con la sua inconfondibile forma di insieme piramidale. L’omonimo gruppo montuoso comprende altre tre cime: Punta Menini (3.177 m), Punta Chiggiato (3.163 m) e Cima Fanton (3.142 m). L’Antelao è una cima che rientra come protagonista nei racconti e leggende del luogo, specialmente perché era molto temuto a causa dei violenti temporali e bufere di neve che si verificavano sulle sue cime. Un racconto narra che due gemelle comparivano all’inizio di ogni autunno ai piedi delle rocce e ghiaioni dell’Antelao, per avvisare contadini e pastori di non avventurarsi oltre: la regina dei ghiacci eterni, Samblana, aveva infatti scelto la cima del ghiacciaio dell’Antelao come sua dimora. Ghiacciai dell’Antelao che ora si stanno progressivamente e tristemente ridimensionando: dei quattro ghiacciai rilevati alla fine del XIX secolo, due sono completamente scomparsi, mentre gli altri due sono in forte regressione (entrambi nel comune di Calalzo di Cadore, che si rifornisce delle loro acque). Per un’interessante lettura storica e documentaristica relativa ai ghiacciai dell’Antelao, vi consiglio di leggere questo articolo pubblicato dal CAI di Conegliano (TV) (cliccate qui)

Dopo aver pranzato con i nostri panini al sacco, ci incamminiamo per il ritorno verso San Vito di Cadore. Il primo breve tratto di sentiero ci riporta in leggera salita fino alla Forcella Piccola, seguendo il sentiero 227 fino al segnavia che indica il bivio con il sentiero 229, che questa volta seguiamo per arrivare direttamente in discesa di nuovo al Rifugio Scotter e poi rientrare a San Vito tramite lo stesso percorso dell’andata.

rifugio galassi trekking
Discesa lungo il ghiaione del sentiero 229 verso il Rifugio Scotter

Termina così il racconto di questo percorso di trekking verso il Rifugio Galassi, nelle Dolomiti orientali della provincia di Belluno: se questo articolo vi è piaciuto, lasciateci un commento qui sotto oppure seguiteci sui social (Instagram, Facebook, Pinterest)!

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