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Mondeval e lago delle Baste: trekking ad anello di 2 giorni in tenda nelle Dolomiti

L’altopiano di Mondeval è uno dei nostri luoghi preferiti nelle Dolomiti: da molto tempo avevamo programmato di tornarci per un’escursione in tenda di due giorni, proprio da quando ce ne eravamo innamorati a prima vista. L’anno scorso stavamo infatti percorrendo l’Alta Via 1 delle Dolomiti, nel tratto che segue il Passo Giau, e, superando l’omonima Forcella, si è stagliato di fronte a noi un panorama incredibile, con il verde paesaggio dell’altopiano di Mondeval, puntellato da variegate e scenografiche rocce di Dolomia chiara, con i giganti Monte Pelmo e Civetta che si stagliano sullo sfondo.

L’altopiano di Mondeval è un vero e proprio scrigno nelle Dolomiti, che contiene un sito archeologico dove venne scoperto lo scheletro di un cacciatore mesolitico risalente a 7.500 anni fa, ed ospita inoltre il lago delle Baste. Si tratta di un piccolo specchio d’acqua, apparentemente insignificante se ammirato da lontano, come successo a noi la prima volta, ma che abbraccia tra le sue acque l’immagine riflessa del Monte Pelmo, in uno scenario incantevole.

In questo anello di due giorni abbiamo raggiunto il lago delle Baste nel Mondeval per dormire una notte in tenda tra le Dolomiti, partendo dal lago di Pianozes, a quota 1.176 metri nei pressi di Cortina d’Ampezzo. Da qui si intraprende un lungo e spettacolare sentiero, che ci condurrà attraverso un bosco disseminato di cascate, torrenti e rivoli d’acqua, fino al Rifugio Croda da Lago, vicino al Lago Federa, da cui si ammirano il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, il Sorapiss e l’Antelao. Dopo la Forcella Ambrizzola e l’altopiano di Mondeval, si chiude l’anello tramite la Forcella de Formin in uno scenario dolomitico fatto di torri aguzze e ghiaioni ai piedi della Cima Ambrizzola, accompagnata dalla vista verso le Tofane.

Partiamo!

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Il Monte Pelmo (3.168 m.) visto dal verde altopiano di Mondeval disseminato di rocce

Itinerario di 2 giorni di trekking ad anello in tenda nell’Altopiano di Mondeval nelle Dolomiti

Giorno 1

  • Sentiero 432: salita dal Lago di Pianozes (1.176 m.) vicino a Cortina. Si percorre il sentiero Gores de Federa nel bosco, accompagnati da numerose cascate e ruscelli, fino a raggiungere il Rifugio Croda da Lago (anche nominato Rifugio Palmieri) a 2.046 m.: circa 3 ore di cammino
  • Sentiero 434: salita dal rifugio Croda da lago fino alla Forcella Ambrizzola (2.274 metri): 45 minuti
  • Sentiero 436: discesa dalla Forcella Ambrizzola verso l’altopiano di Mondeval e leggera salita finale fino a raggiungere il Lago delle Baste (2.281 m.): 1 ora

Percorso totale:

  • Dislivello: 1.250 metri in salita, 200 metri in discesa
  • Tempo di percorrenza: 5 ore di camminata più 1 ora e mezza di pause (compreso il pranzo al sacco)
  • Difficoltà: percorso abbastanza lungo e dal dislivello impegnativo ma senza particolari difficoltà, che si percorre sempre su sentiero ben segnato e senza punti esposti.

Giorno 2

  • Sentiero 436+435: dal Lago delle Baste ripercorriamo per un breve tratto il sentiero 436 all’indietro di nuovo verso la Forcella Ambrizzola. Prima della forcella prendiamo la deviazione per il sentiero 435, che ci porta fin salita fino alla Forcella de Formin (2.463 m.): circa 1 ora e 30 minuti di cammino
  • Segnavia numero 435: dalla Forcella de Formin scendiamo lungo le pietraie sul fianco occidentale della Croda da Lago ed arriviamo a quota 1.876, dove troviamo un incrocio di sentieri a Cason de Formin: 1 ora e 30 minuti
  • Sentiero 434: dall’incrocio di sentieri, seguiamo il numero 434 che ci riporta in salita fino al rifugio Croda da Lago (2.046 m.): 50 minuti
  • Sentiero 431+430: dal Rifugio Croda da Lago si comincia una lunga discesa lungo il sentiero 431 fino al Lago d’Ajal (1.412 m.) e poi lungo il 430 fino a tornare al lago di Pianozes: 2 ore e 30 minuti

Percorso totale:

  • Dislivello: 650 metri in salita, 1.710 metri in discesa
  • Tempo di percorrenza: 6 ore e 30 minuti di camminata più 1 ora e mezza di pause (compreso il pranzo al sacco)
  • Difficoltà: percorso abbastanza lungo e dal dislivello impegnativo, soprattutto a causa di una lunga ed interminabile discesa. Il sentiero si percorre agevolmente, a parte un tratto in cui è necessario prestare attenzione, ossia la discesa dopo la Forcella de Formin verso Cason de Formin: qui infatti il percorso diventa ripido e si sviluppa tutto su rocce, pertanto è necessario scendere cautamente.

Consiglio: se volte percorrere un itinerario ad anello della Croda da Lago in giornata, potete partire dalla località Ponte di Rucurto (lungo la strada che da Cortina porta al paso Giau) e seguire il sentiero 437 e 434 fino al Rifugio Croda Lago, per poi continuare verso Forcella Ambrizzola e Forcella de Formin per poi chiudere l’anello (in questo modo non si percorre però il Gores de Federa, ma se siete interessati prevalentemente al sentiero su rocce e forcelle in mezzo alle Dolomiti allora questo itinerario giornaliero da Rucurto vi ricompenserà abbondantemente).

Giorno 1

Partenza dal Lago di Pianozes

La partenza di questo itinerario di due giorni in tenda nelle Dolomiti all’altopiano di Mondeval si trova presso il parcheggio vicino al Lago di Pianozes. Il lago è raggiungibile facilmente in pochi minuti di macchina dal centro di Cortina: si tratta di una tranquilla meta dove è possibile trascorrere del tempo a rilassarsi a bordo lago. Qui sotto nella mappa potete trovare la posizione precisa:

Dal parcheggio si comincia a seguire una comoda strada asfaltata che si dirige subito in leggera salita, seguendo le indicazioni verso il sentiero “Gores de Federa”. Ci si addentra così sempre di più nel bosco fino a raggiungere l’innesto del sentiero “Gores de Federa”.

Gores de Federa

Il sentiero Gores de Federa è un percorso che segue in salita il corso delle acque del Ru de Federa, che si addentra in un bosco incantevole disseminato di cascate, torrenti e rivoli d’acqua. Il Ru de Federa si attraversa in alcuni punti passando su dei ponti sospesi ed in altri percorrendo le gole che il fiumiciattolo ha scavato nella roccia.

cascate Gores de federa
il sentiero 432 che costeggia le cascate del Ru de Federa

Si tratta di un percorso davvero suggestivo, che ci porta a contatto con le acque cristalline del Ru de Federa, le quali fanno venire voglia di immergervi i piedi, nonostante l’acqua sia gelida!

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Non conoscevamo questo itinerario “Gores de Federa” e vogliamo pertanto ringraziare Giorgia, autrice del blog intitolato “Voglio andare a vivere in montagna” (qui il link al suo sito): grazie ancora per lo splendido suggerimento!

Rifugio Croda da Lago – Palmieri

Il sentiero “Gores de Federa” continua così a snodarsi nel bosco, ricongiungendosi verso la sua fine con la strada forestale, che ci permette di raggiunge la Malga Federa a quota 1.816 m. La Malga si trova in un idilliaco spiazzo verde, dal quale la vista comincia già a spaziare verso le vicine cime delle Dolomiti Ampezzane.

Proseguendo sul sentiero 432 che percorre comodamente la larga strada sterrata forestale, si raggiunge il Rifugio Croda da Lago, intitolato dopo la Seconda Guerra mondiale al comandante partigiano Gianni Palmieri.

Qui il panorama si completa nella sua pienezza. Uscendo dal bosco comincia infatti lo spettacolo dolomitico. La vista spazia dalla Croda Rossa d’Ampezzo, fino all’Antelao, il re delle Dolomiti, passando per il Cristallo ed il gruppo del Sorapiss: uno spettacolo!

Una breve sosta al Rifugio Croda da Lago è d’obbligo, anche solo per lasciare un timbro nel nostro Passaporto delle Dolomiti! Inoltre il rifugio si trova vicino al lago Federa, uno specchio d’acqua ai piedi delle pareti rocciose della Croda da Lago.

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Il Lago Federa (2.046 m.) con la cima dolomitica del Becco di Mezzodì (2.603 m.) sullo sfondo

Forcella Ambrizzola

Dopo una breve pausa al rifugio, proseguiamo il cammino lungo il sentiero 434, che ci conduce tramite una salita non troppo impegnativa alla Forcella Ambrizzola. Il sentiero attraversa in alcuni punti i ghiaioni che si trovano ai piedi della Cima Ambrizzola (cima più alta del massiccio Croda da Lago, con i suoi 2.715 m.). La salita è estremamente affascinante, perchè lo sguardo è continuamente rapito dalle cime dolomitiche che ormai ci circondano: ancora la Croda Rossa d’Ampezzo, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, il Becco di Mezzodì, la Cima Ambrizzola così imponente. Non ci si stanca mai ad elencarle tutte!

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Sentiero in salita verso la Forcella Ambrizzola: in lontanza si vede il Lago Federa, con la Croda da Lago (il punto più alto con Cima Ambrizzola a 2.715 m.) sulla sinistra. Al centro sullo sfondo la Croda Rossa d’Ampezzo (3.146 m.) e sulla destra il Monte Cristallo (3.221 m.)

La forcella Ambrizzola è la porta d’ingresso all’altopiano di Mondeval, dove il nuovo protagonista indiscusso diventa il Monte Pelmo, che incombe così imponente sui prati verdi.

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Il Monte Pelmo (3.168 m.) visto dal verde altopiano di Mondeval disseminato di rocce

Altopiano di Mondeval

Si scende così dalla Forcella Ambrizzola ancora su di un comodo sentiero, il numero 436, che si articola tra i verdi prati dell’altopiano e tutte le rocce che lo puntellano. E’ uno scenario davvero incredibile e quasi fuori dal tempo, forse un po’ per la collocazione disordinata di tutte queste rocce, dal colore così chiaro tipico della Dolomia, che spicca nel contrasto con il verde dell’erba. Alcune rocce sono di dimensioni notevoli, lasciano ancora i segni sulle pareti dolomitiche dei Lastoi de Formin e sui ghiaioni che hanno attraversato. Altre rocce sono invece dei massi erratici, che occupano una posizione insolita, che probabilmente occupano perché trascinati verso valle nel corso del ritiro di ghiacciai, o per combinazione generale di agenti atmosferici nel corso dei millenni passati.

Affascinante, non mi restano altre parole per descrivere l’altopiano di Mondeval.

A tutto ciò si aggiunge il fascino storico dovuto al ritrovamento in queste zone, nell’anno 1987, di uno scheletro di un cacciatore mesolitico, risalente a 7500 anni fa. Tale scoperta è sorprendente ed ebbe risonanza in tutto il mondo: lo scheletro infatti venne ritrovato in un ottimo stato di conservazione e circondato da un completo corredo funebre, al di sotto di un masso erratico oggi segnalato. Inoltre, questa fu la prima traccia che dimostrò la frequentazione dell’alta montagna da parte dei cacciatori mesolitici. Lo scheletro è attualmente conservato al Museo intitolato a Vittorino Cazzetta, l’autore della scoperta, a Selva di Cadore (qui il link al sito del museo http://www.museoselvadicadore.it/). Con una breve deviazione segnalata dai cartelli lungo il sentiero 436 si raggiunge velocemente anche il sito di sepoltura mesolitica, dove i cartelli rimandano ad una visita più approfondita al museo sopra citato.

Lago delle Baste

Dopo la discesa dalla Forcella Ambrizzola, il sentiero risale dolcemente l’altopiano, fino a raggiungere una conca verde e paludosa, dove scorgiamo in lontananza il Lago delle Baste.

Il lago si raggiunge con una breve deviazione uscendo dal sentiero, facendo attenzione alle zolle di terreno dove si cammina perchè la zona che circonda il lago è abbastanza paludosa in alcuni punti ed è caratterizza da molte pozzanghere.

A parte questo, lo scenario che poi si presenta di fronte a noi è qualcosa che lascia a bocca aperta: il Monte Pelmo si specchia completamente nel Lago, regalando delle immagini incredibili tra tramonto e alba.

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Tramonto al Lago delle Baste

L’imponenza del Pelmo ci ricorda sempre che la particolarità di questa montagna è dovuta al fatto che assume sembianze diverse a seconda del versante dal quale la si ammira. Il Pelmo viene infatti anche chiamato “Caregón del Padreterno“ (che in dialetto veneto significa “seggiolone del padre eterno”).

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Le ultime luci del tramonto sul Lago delle Baste

Vicino al lago troviamo facilmente uno spiazzo dove montare la nostra tenda e restiamo così ad ammirare lo spettacolo delle Dolomiti nel Mondeval al tramonto ed all’alba, con anche il Monte Civetta che spunta dalle nuvole.

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Alba al lago delle Baste: a sinistra ancora il Monte Pelmo (3.168 m.), al centro il verde pendio del Monte Mondeval (2.455 m.) e sulla destra il profilo del Civetta (3.220 m.)
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Giorno 2

Forcella de Formin

Dopo la sveglia all’alba del secondo giorno, smontiamo la tenda molto preso e ci prepariamo un tè caldo sul nostro fornelletto, in vista di questa nuova giornata nelle Dolomiti e nell’altopiano di Mondeval. Riprendiamo il nostro cammino ritornando per un breve tratto sui nostri passi, lungo il sentiero 436 di nuovo verso la Forcella Ambrizzola. Prima della forcella imbocchiamo però un altro sentiero, il numero 435, verso la Forcella de Formin. La salita percorre alcuni ghiaioni ma porta tramite un sentiero agevole a guadagnare quota rapidamente, con la vista verso il Monte Pelmo che si apre sempre di più.

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Salita verso la Forcella de Formin
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Una volta raggiunta la forcella a 2.463 m., il panorama ci svela nuove cime, questa volta nella direzione delle Dolomiti di Tofane e gruppo di Fanis.

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Discesa rocciosa dopo la forcella de Formin: sullo sfondo vediamo a destra la Tofana di Mezzo (3.244 m.) e sulla sinistra la Tofana di Rozes (3.225 m.)

La discesa dopo la forcella de Formin è abbastanza impervia, e sviluppa tutta su rocce e roccette. In questo tratto è necessario prestare molta attenzione a dove si posano i piedi, per evitare di scivolare. Il sentiero non presenta punti estremamente impegnativi o difficili ma richiede appunto un po’ di attenzione.

Nel frattempo, se alziamo lo sguardo notiamo di essere ai piedi del ghiaione roccioso delle punte e torri aguzze della Croda da Lago: un tipico ed emozionante scenario dolomitico.

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Le torri di dolomia appuntite della Croda da Lago
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Rifugio Croda da Lago e rientro lungo il sentiero 431

La discesa dalla forcella de Formin continua per quasi un’ora e mezza sul sentiero 435 fino a raggiungere la zona del bosco, dove troviamo agevolmente le indicazioni che ci riportano poi in leggera ma non faticosa salita al Rifugio Croda da Lago.

Dal Croda da Lago optiamo questa volta per una discesa diversa lungo il sentiero 431, che conduce al Lago di Pianozes proprio come il “Gores de Federa”, ma passando questa volta per il Lago d’Ajal, un piccolo laghetto situato vicino al Lago di Pianozes, che chiude così questi due splendidi giorni di escursione!

Sperando che questo articolo del nostro itinerario in tenda nelle Dolomiti di Mondeval vi sia piaciuto, vi suggeriamo di leggere anche questo articolo in cui vi raccontiamo un altro itinerario per raggiungere l’altopiano di Mondeval, questa volta dal passo Giau: Trekking da Passo Giau all’altopiano di Mondeval nelle Dolomiti (cliccate qui)

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