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Alta Via 1 Valle d’Aosta: guida e consigli

L’Alta Via 1 della Valle d’Aosta è un percorso di trekking plurigiornaliero, chiamato anche Alta Via dei Giganti“, perché attraversa infatti le creste e vallate ai piedi di alcune delle cime più alte e belle d’Europa, come il Monte Rosa (4.634 m.), il Cervino (4.478 m.) ed Monte Bianco (4.810 m.). Un percorso di trekking tra le Alpi della Valle d’Aosta, percorribile in un lasso di tempo che può variare dai 10 ai 14 giorni.

L’Alta Via 1 della Valle d’Aosta si sviluppa su un percorso in quota che tocca spesso i 2700 metri di altitudine dei vari valichi che si attraversano lungo il percorso, fino ad arrivare ai 2.925 metri del Col de Malatrà, proprio l’ultimo valico dell’Alta Via che ci regala la vista migliore sul Monte Bianco come regalo finale.

La traversata ripercorre terreni selvaggi e solitari, caratterizzati da numerosi laghi di alta montagna, splendidi specchi d’acqua circondati da incredibili scenari tra grigie pietraie e conche verdi. Numerose le vallate attraversate lungo l’Alta Via 1 della Valle d’Aosta ed incomparabili i superbi panorami verso i giganti che con le loro cime superano i 4000 metri, che ammiravamo la sera fuori dalla nostra tenda mentre si coloravano di rosso con gli ultimi raggi del sole al tramonto.

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Lungo la salita verso il Col de Chaleby (2.683 m.)
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Vista dal Lago Pinter (2.689 m.) verso la punta del Cervino sulla sinistra (4.478 m.) e la bianca Gobba di Rollin a destra (3.899 m.)
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Le cime delle Grandes Jorasses (4.208 m.) nel massiccio del Monte Bianco
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Alta Via 1 della Valle d’Aosta: i nostri dettagli

Panoramica e difficoltà

L’Alta Via 1 della Valle d’Aosta si sviluppa da Donnas, frazione di Pont-Saint-Martin (paesino posto proprio all’ingresso della Valle d’Aosta) fino a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco.

L’itinerario complessivo affronta circa 14.000 metri di dislivello in salita ed altrettanti in discesa, tramite un percorso di 10-14 giorni.

Noi avevamo a disposizione una settimana di tempo e per questo abbiamo deciso di partire da Gressoney-Saint-Jean, nella vallata di Gressoney, ai piedi del Monte Rosa. Così abbiamo percorso l’Alta Via 1 fino a Courmayeur, con un percorso totale di:

  • 120 km di lunghezza;
  • 9.900 metri di dislivello in salita ed altrettanti in discesa;
  • 7 giorni di percorrenza (da Gressoney-Saint-Jean a Courmayeur).
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L’Alta Via 1 della Valle d’Aosta è un percorso impegnativo, soprattutto per il dislivello giornaliero da affrontare. Il percorso attraversa infatti tutte le varie vallate che si incontrano, scendendo ai piedi della valle nei vari paesini per poi risalire. Ogni giornata è quindi caratterizzata da una salita di 1.200-1.500 metri di dislivello, ed una discesa di altrettanti metri. Questo rende il percorso chiaramente impegnativo, ma non per questo difficile: i sentieri sono infatti sempre ben tracciati ed agevoli, senza tratti di ferrate o tratti particolarmente esposti. L’unico tratto che potrebbe essere problematico (per esempio per chi soffre di vertigini) è la salita finale al Col du Malatrà (2.925 m.) dove il percorso è caratterizzato dalla presenza di alcune scalette metalliche sulla roccia. Ma si tratta pur sempre di un passaggio superabile senza grossi problemi per escursionisti con una buona esperienza di sentieri di montagna.

Alta Via 1 della Valle d’Aosta in 7 tappe

Il percorso dell’Alta Via 1 della Valle d’Aosta può essere calibrato su più o meno giorni a seconda delle esigenze di ognuno ed a seconda del tipo di pernottamento (rifugi, strutture a fondo valle nei paesini, tenda, bivacchi). Noi abbiamo seguito queste 7 tappe, considerando il fatto che dormivamo tutte le sere in tenda, ed era necessario raggiungere sempre la quota di altitudine di 2.500 metri, al di sotto della quale non è consentito montare la tenda.

  • 1. da Gressoney-Saint-Jean (1.405 m.) si sale fino al Col Pinter (2.777 m.) per poi scendere brevemente fino ai Laghi Pinter (2.689 m.), uno splendido posto dove montare la tenda, con vista su Cervino, Grand Combin e Monte Bianco – 8 km, 1.340m di dislivello in salita e 100 in discesa, 4 h e mezza di percorrenza (pause escluse)
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Tramonto in tenda ai Laghi Pinter: la vista si apre fino al Monte Bianco (al centro in lontananza)
  • 2. dai Laghi Pinter (2.689 m.) si scende verso il fondovalle a Saint-Jacques (1.689 m.) per poi risalire fino al Col di Nannaz (2.773 m.) e Col des Fontaines (2.695 m.), prima del quale ci fermiamo in uno spiazzo verde a montare la tenda – 17 km, 1.450m di dislivello in salita e 1.500m in discesa, 9 h di percorrenza (pause escluse)
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Spiazzo verde tra il Col di Nannaz (2.773 m.) e il Col des Fontaines (2.695 m.) con uno stambecco in vista. in lontanza a sinistra vediamo il Gran Paradiso (4.061 m.)
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Vista dal Col des Fontaines
  • 3. saliamo velocemente verso il Col des Fontaines (2.695 m.) per poi scendere fino a Cretaz (1.520 m.) in Valtournenche, e risalire fino ai Laghi di Tsan (2.459 m.) dove troviamo uno spiazzo per la tenda poco sopra ai 2.500m – 17 km, 1.550m di dislivello in salita e 1.550m in discesa, 9 h di percorrenza (pause escluse)
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Il Lago di Tsan
  • 4. in questa tappa non si scende mai nel fondovalle, ma si procede tra vari e numerosi sali-scendi raggiungendo la Fenetre de Tsan (2.736) poi il magnifico Lago Luseney (2.585 m.), il Col Terray (2.775 m.), il Rifugio Cuney (2.652 m.), il Col du Chaleby (2.653 m.) per poi fermarci nelle vicinanze del bivacco Rosaire Clermont (2.700 m.) – 12km, 1.100m di dislivello in salita e 890 in discesa, 6 h di percorrenza (pause escluse)
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Il bivacco Rosaire Clermont (2.700 m.)
  • 5. dal bivacco Rosaire Clermont si sale fino al Col de Vessonaz (2.793 m.) per poi scendere fino al paese di Oyace (1.397 m.) in Val di Bionaz. Da qui si risale fino al Col Brison (2.500 m.) – 17km, 1.230m di dislivello in salita e 1.750 in discesa, 7 h e mezza di percorrenza (pause escluse)
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Vista dal Col de Vessonaz
  • 6. dal Col Brison si scende fino al paese di Ollomont (1.385 m.) nella Valpelline. Da qui si sale fino al Col Champillon (2.709 m.) per poi scendere a Saint-Rhemy en Bosses (1.600 m.), nell’alta valle del Gran San Bernardo. Dal paese si risale fino al Rifugio Pier Giorgio Frassati (2.542 m.), per poi risalire ancora un po’ brevemente per trovare uno spiazzo per la tenda – 32km, 2.580m di dislivello in salita e 2.160 in discesa, 13 h e mezza di percorrenza (pause escluse)
  • 7. ultimo colle da raggiungere in salita è il Col Malatrà (2.925 m.), punto più alto di tutta l’alta via 1 della Valle d’Aosta. Da qui si scende verso il Rifugio Bonatti (2.025 m.), da cui raggiunge con alcuni tratti di sali-scendi il rifugio Bertone, per poi scendere a Courmayeur – 17km, 650m di dislivello in salita e 1.950 in discesa, 7 ore e mezza di percorrenza (pause escluse)
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La salita verso il Col Malatrà
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Il Monte Bianco visto dal Col Malatrà

Il vincolo del nostro percorso era legato ai 7 giorni di percorrenza che avevamo a disposizione e alla necessità di dover sempre risalire oltre i 2.500 metri per piazzare la tenda per dormire. Questo ci ha portato nel caso della tappa numero 6, a camminare per 13 h e mezza arrivando a montare la tenda ormai tardi al buio, camminando dopo il tramonto con la torcia frontale. Il nostro consiglio è, con un giorno in più a disposizione, di spezzare quella tappa e aggiungere una notte in tenda nello spiazzo verde che si trova dopo il Col Champillon (prima di scendere a Saint-Rhemy.

In ogni caso pianificare le tappe è molto facile grazie all’ottima guida preparata dall’ufficio turistico della Valle d’Aosta di cui vi parliamo nel punto seguente del nostro articolo

Carte e libri utili

A questo link (https://www.lovevda.it/it/sport/escursionismo/alte-vie/alta-via-1) potete infatti trovare il sito ufficiale del turismo in Valle d’Aosta e troverete la sezione dedicata alle Alte Vie.

Nella pagina dedicata all’Alta Via 1 (link precedente) troverete una guida in formato pdf che è possibile scaricare. Questa guida illustra tutte le tappe dell’Alta Via 1, con i vari punti di appoggio (rifugi, bivacchi, alberghi), i tempi di percorrenza, i dislivelli in salita e discesa. Il tracciato del percorso viene diviso “ufficialmente” in 17 tappe da 3-5 ore, ma grazie alle indicazioni molto dettagliate relative ai tempi di percorrenza, ognuno può studiare e creare il proprio percorso su misura. Assolutamente da utilizzare per la preparazione del percorso! Qui trovate il link diretto al file sul sito lovevda, ma per trovare la versione sempre più aggiornata consultate la pagina del link precedente (https://www.lovevda.it/Media/Default/PdfPreviewWidget/PdfPreviewWidget_23054/completo_AltaVia1_Ita_Fra_2018.pdf)

Quando andare e dove dormire

Periodo consigliato

Il periodo consigliato per percorrere l’Alta Via 1 della Valle d’Aosta è chiaramente l’estate: nello specifico il periodo che va da metà/fine luglio a metà settembre. Il periodo di giugno e inizio luglio infatti può essere caratterizzato ancora dalla presenza di neve in alcuni tratti del sentiero, visto che si sfiorano spesso i 3.000 metri.

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La vista verso il Monte Bianco negli ultimi tratti di Alta Via 1

Rifugi

Per percorrere l’Alta Via 1 della Valle d’Aosta è possibile pernottare nei vari rifugi che si trovano lungo il percorso: in questo caso, specialmente per le settimane centrali estive (tra fine luglio e metà agosto) è necessario prenotare i rifugi con buon anticipo. In ogni caso, anche durante il percorso stesso sarà possibile trovare dei posti liberi in rifugio all’ultimo minuto, ma, se non viaggiate con la tenda, prenotate tutto in anticipo! Potete trovare tutta la lista dei rifugi nella guida in formato pdf di cui scrivevamo prima.

Tenda

L’opzione da noi preferita rimane sempre la tenda, nonostante il peso da portare nello zaino sia maggiore e le comodità scarseggino. In Valle d’Aosta è poi possibile montare la tenda solamente sopra i 2500 metri di altitudine, con la compagnia solitaria di qualche marmotta ed alcuni stambecchi! Su questo punto è necessario fare molta attenzione, perché si possono rischiare delle multe salate durante i controlli effettuate dal corpo delle guide forestali.

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Inoltre, in linea generale valgono sempre le regole di “buon senso” quando si utilizza la tenda: ossia non deve montata troppo vicina ai rifugi e non deve essere lasciata montata per più giorni consecutivi nello stesso punto in modalità “campeggio”. E’ consigliabile infatti montare la tenda nel tardo pomeriggio per poi smontarla presto la mattina seguente.

Acqua e cibo

In merito all’acqua non abbiamo avuto particolari problemi a rifornirci spesso riempiendo le nostre borracce presso le numerose sorgenti che si incontravano lungo il sentiero oppure nei pressi dei laghi (prima di bere quest’acqua utilizzavamo sempre delle pastiglie disinfettanti per sicurezza). Ad ogni modo si trovano solitamente anche delle fontane di acqua potabile nei pressi dei vari rifugi (in questo caso la pastiglia disinfettante non serve).

Per quanto riguarda il cibo, visto che ci spostavamo con la tenda avevamo preferito portarci un po’ di scorte per mangiare quasi sempre in autonomia, tramite un piccolo fornelletto da campeggio e pentolino, nel quale facevamo bollire l’acqua da versare poi nelle buste di cibo liofilizzato. Abbiamo provato le buste di cibo liofilizzato, del marchio LYO Expedition, e le abbiamo trovate molto gustose e sufficientemente sazianti: qui trovate il link ad Amazon. In alternativa si trovano delle buste di cibo liofilizzato anche nei negozi Decathlon (molto gustose). Sono disponibili varie tipologie di cibo liofilizzato, da quelle a base di carne fino al riso o cous cous: sono stat!e davvero una soluzione comoda, visto che è sufficiente versare l’acqua calda nella busta ed aspettare 10 minuti prima di mangiare. Generalmente, utilizzavamo una di queste buste per cenare in 2.

Da segnalare inoltre che nei vari paesini che si incontrano nelle numerose discese a fondovalle, si trovano alcuni piccoli minimarket presso cui è possibile rifornirsi con un po’ di scorte di cibo (quindi si possono tenere nello zaino sempre delle scorte di cibo per 2-3 giorni)

Conclusione

In definitiva non possiamo far altro che consigliare questo itinerario di trekking. Si tratta di un itinerario incredibile, di cui ci resteranno impresse negli occhi le immagini dei panorami al tramonto a bordo lago verso il Cervino, il Monte Bianco e il Monte Rosa, le limpide serate e nottate in tenda, così come la notte di temporale violento che ci ha portato a rifugiarci in un bivacco, per finire con i cieli stellati attraversati da numerose stelle cadenti, con il desiderio e l’augurio di trascorrere infiniti momenti come questi, in viaggio, in cammino tra le montagne.

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