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Trekking da Passo Giau all’altopiano di Mondeval nelle Dolomiti

Le Dolomiti alla massima potenza: questo percorso di trekking da Passo Giau verso l’altopiano di Mondeval ci condurrà in zone poco battute ma dall’ampio valore paesaggistico, naturalistico e storico nelle Dolomiti venete. L’escursione è caratterizzata da panorami belli da togliere il fiato, in una vasta distesa verde praticamente incontaminata, che da Passo Giau ci porta a raggiungere la Forcella Ambrizzola e Forcella de Col Rean: si tratta di uno dei tratti più spettacolari di tutta l’Alta Via numero 1 delle Dolomiti.

Lungo il percorso ammiriamo le cime principali delle Dolomiti: subito dal Passo Giau ci accompagna la vista sulla Marmolada ed il suo ghiacciaio, il gruppo del Sella, le Tofane, fino alla Croda Rossa d’Ampezzo, il Cristallo e il Sorapiss. Camminando ai margini del Monte Cernera, arriviamo poi alla Forcella Giau, dove il panorama è dominato dal verde altopiano del Mondeval con il lago delle Baste, su cui svettano imponenti il maestoso Monte Pelmo ed il Civetta, mentre il percorso si inoltra al di sotto dell’incombente e scenografica parete rocciosa del Lastoi de Formin, nel ventre del gruppo Croda da Lago-Cernera. Infine, raggiungendo la Forcella Ambrizzola e Forcella de Col Rean, la vista si completa con il re delle Dolomiti, l’Antelao.

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Panorama da Forcella Giau (2.357 m.): a sinistra notiamo il monte Ra Gusela (2.595 m.) mentre al centro imponente la Tofana di Rozes (3.225 m.) e alla sua destra la Tofana di Mezzo (3.244 m.)

Il punto di partenza di questo trekking verso Mondeval è Passo Giau, raggiungibile da Selva di Cadore nella Val Fiorentina oppure dalla rinomata Cortina d’Ampezzo, nella vallata ampezzana, entrambe situate in provincia di Belluno in Veneto. Il Passo Giau è meta rinomata tra escursionisti, ciclisti e motociclisti, per i panorami splendidi che regala. L’altopiano di Mondeval rappresenta invece un sito meno conosciuto, ma non meno spettacolare e dall’estremo valore archeologico: proprio qui infatti venne scoperto lo scheletro di un cacciatore mesolitico, risalente a 7.500 anni fa, l’uomo di Mondeval.

Partiamo!

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Vista dall’altopiano del Mondeval: al centro il verde pendio del Monte Mondeval (2.455 m.), che fa da spartiacque tra i gue giganti delle Dolomiti, a sinistra il Monte Pelmo (3.168 m.) ed a destra il Monte Civetta (3.220 m.)

Itinerario di trekking da Passo Giau a Mondeval e Forcella Ambrizzola

  • dal Passo Giau (2.236 m.) seguiamo il sentiero 436, che ci conduce alla Forcella Col Piombin (2.234 m.) in 10 minuti senza salite nè discese
  • da questa prima forcella il sentiero comincia a scendere fino a raggiungere quota 2.195 m., per poi riportarci in salita (circa 200 m di dislivello) verso la Forcella Giau (2.357 m.), raggiunta in 1 ora dalla partenza, estremamente panoramica
  • da qui continuiamo a seguire i cartelli indicatori del sentiero 436 che ci porta a Forcella Ambrizzola (2.274 m.), affrontando prima una dolce discesa con seguente risalita (altri 150 metri di dislivello)-1 ora e 20 minuti da Forcella Giau
  • dalla Forcella Ambrizzola c’è poi la possibilità di proseguire ancora sul sentiero 436+458 per raggiungere, attraverso la Forcella Col Duro (2.295 m.), la Forcella de Col Roan a 2.075 m, da cui si ammira la vista verso l’Antelao (30 minuti da Forcella Ambrizzola).
    • Variante: da Forcella Ambrizzola si può decidere di continuare in discesa verso il Rifugio Croda da Lago e Lago Federa a 2.046 m. (seguendo il sentiero 434, in discesa per circa 40 minuti: per ritornare poi in salita alla Forcella Ambrizzola considerate circa 50 minuti). Potrebbe essere una deviazione per il ritorno, per visitare il Rifugio, tornando dalla Forcella de Col Roan prima di dirigersi al Passo Giau.

Noi abbiamo percorso l’itinerario da Passo Giau a Mondeval in due giorni differenti nel corso del nostro trekking lungo l’Alta Via nr. 1 delle Dolomiti (trovate tutti i dettagli qui Alta Via 1 delle Dolomiti: guida e consigli (cliccate qui). L’Alta Via 1 delle Dolomiti segue il sentiero 436, per questo dopo la Forcella Ambrizzola abbiamo proseguito verso la Forcella de Col Roan su sentiero 436 e 458, per poi scendere sul 467 fino al Rifugio Città di Fiume, situato in una posizione spettacolare ai piedi del Pelmo (e punto di partenza di numerose escursioni). Tuttavia, nel caso di un’escursione giornaliera, sarebbe interessante raggiungere per una visita anche il Rifugio Croda da Lago che sorge sulle sponde del Lago Federa.

Percorso totale

  • Dislivello: circa 700 metri in salita, tra andata e ritorno, (con i continui saliscendi tra Passo Giau, Forcella Col Piombin, Forcella Giau, Forcella Ambrizzola, Forcella Col Duro, Forcella de Col Roan) ed altrettanti in discesa (da considerare una parte in salita all’andata ed una parte al ritorno, equamente distribuiti, seguendo i dislivelli indicati qui sopra nelle varie tappe).
    • Dislivello variante: se invece da Forcella Ambrizzola scendete al Rifugio Croda da Lago e poi rientrate alla Forcella Ambrizzola, considerate altri 200 metri di dislivello circa, per un totale di 900 metri circa, in salita e discesa
  • Distanza: circa 12 chilometri totali tra andata e ritorno.
  • Tempo di percorrenza: calcolate in totale circa 3 ore per l’andata e 2 ore per il ritorno (pause escluse). 5 ore senza pause in totale (aggiungete un’altra ora e mezza per la deviazione al Rifugio Croda da Lago, 6 ore e mezza di cammino: considerate in totale, con le pause incluse, tra le 7 e le 8 ore totali)
  • Difficoltà: il percorso non presenta particolari difficoltà. Presenta numerosi e continui saliscendi, ma dall’entità sempre contenuta. Tutto sommato quindi il sentiero si presenta di difficoltà medio-facile, nonostante sia abbastanza lungo. Se si aggiunge la variante del Croda da Lago allora il dislivello e la durata diventano più impegnativi, ma tutto sommato accessibili.

Partenza da Passo Giau

Il punto di partenza dell’escursione di trekking verso Mondeval e Lago delle Baste è Passo Giau, raggiungibile in auto da Cortina in circa 20 minuti oppure dal versante opposto in altrettanti 20 minuti da Selva di Cadore nella Val Fiorentina, una splendida vallata nel cuore del sistema dolomitico “Pelmo-Croda da Lago”. Qui è possibile parcheggiare nei pressi della piccola chiesetta che si trova al passo, dove c’è il ristorante/rifugio “Passo Giau”. Trovate il punto di partenza con il parcheggio nella mappa qui sotto:

Il Passo Giau è noto per la vista panoramica che offre sulla Dolomiti principali, da un lato la regina Marmolada con il suo ghiacciaio, il gruppo del Sella, e dall’altro le Tofane, le cime dolomitiche di Cortina, con il Monte Cristallo. Un’opportunità di trekking, anche su più giorni, per esplorare questa zona meravigliosa tra Mondeval e Passo Giau, proseguiamo:

Sentiero 436 – Alta Via 1

Il sentiero 436 che dà il via a questo trekking dal Passo Giau procede tra i verdi pascoli che si distendono dietro la piccola chiesa, seguendo lo stesso percorso dell’Alta Via 1 delle Dolomiti. Da qui procediamo a camminare molto tranquillamente sul sentiero che ci conduce senza salite nè discese verso la Forcella Col Piombin. La Forcella Col Piombin si trova sulle propaggini della cima dolomitica del Monte Cernera (2.657 m.)

Nel frattempo i primi scorci panoramici sono incredibili, complice anche il fatto che partiamo a camminare verso l’orario del tramonto, verso il termine della nostra quarta tappa dell’Alta Via 1 delle Dolomiti.

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Nei Pressi di Passo Giau: a sinistra il monte Averau (2.648 m.), con in primo piano il Ra Gusela (2.595 m.), mentre a destra la Tofana di Rozes (3.225 m.) e la Tofana di Mezzo (3.244 m.)

Forcella de Col Piombin

Così da passo Giau si raggiunge facilmente e velocemente in poco meno di un quarto d’ora i 2.234 m. della forcella de Col Piombin. Da qui ci godiamo le ultime ore di luce della giornata, in un tramonto stupendo, preparandoci per la notte in tenda prima di ripartire la mattina seguente (le forcelle non sono solitamente i luoghi più indicati dove piantare la tenda, ma qui avevamo trovato uno spiazzo verde tranquillo, e non potevamo proseguire oltre per via del buio incombente. Unica nota: un bello spiazzo per una notte in tenda è invece proprio l’altopiano del Mondeval con il Lago delle Baste, che incontreremo più avanti nell’itinerario).

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Tramonto verso il gruppo del Sella, sulla sinistra con la cima del Piz Boè (3.152 m.), e a destra la cima Ra Gusela
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Sentiero 436 verso la Forcella Col Piombin
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Forcella Giau

La mattina seguente ci alziamo di buon’ora e proseguiamo il cammino sul sentiero 436 verso la Forcella Giau. nel primo tratto dopo la forcella de Col Piombin, il sentiero scende abbastanza ripido su percorso fatto di roccette. in questo tratto cominciamo ad intravedere altre cime dolomitiche, tra le nuvole che si risvegliano con i riflessi rossi dell’alba.

Lungola discesa, ci troviamo nel cuore della Val Cernera, lungo il versante sud del Monte Cernera (2.657 m.).

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Sentiero 436 verso Forcella Giau in alto a sinistra, sotto alla Punta Lastoi de Formin (2.657 m.)
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La vista si apre verso il Monte Cristallo a destra (3.221 m.) e la Croda Rossa d’Ampezzo a sinistra (3.146 m.)

Dalla Val Cernera, quando termina la discesa, di circa 20 minuti, continuiamo a seguire il sentiero 436 che riparte in salita verso la Forcella Giau (raggiungibile in 40 minuti di salita). Da questa salita si può ammirare uno dei panorami più belli di tutte le Dolomiti, che ci fa sostare di continuo per scattare foto ed apprezzare le cime dolomitiche, specialmente verso le maestose Tofane.

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Lungo la salita verso Forcella Giau
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Lungo la salita verso Forcella Giau: a sinistra il gruppo del Sella, poi il Settsass (2.571 m.), il gruppo Puez-Odle, il Ra Gusela in primo piano al centro, ed a destrale Cinque Torri con le cime di Lagazuoi sullo sfondo, ed a destra il profilo della Tofana di Rozes

Arriviamo a Forcella Giau e continuiamo ad ammirare le Tofane alle nostre spalle, con il Ra Gusela e le cime di Lagazuoi che ci ricordano le precedenti tappe dell’Alta Via. Ma proprio quando ci sembra che il panorama abbia raggiunto l’apice delle bellezza, superiamo la forcella e restiamo a bocca aperta davanti all’Altopiano del Mondeval: il Monte Pelmo ed il Civella ci attendono come due colossi.

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Panorama da Forcella Giau (2.357 m.): a sinistra notiamo il monte Ra Gusela (2.595 m.) mentre al centro imponente la Tofana di Rozes (3.225 m.) e alla sua destra la Tofana di Mezzo (3.244 m.)
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Le distese verdi dell’Altopiano del Mondeval: a sinistra il Monte Pelmo (3.168 m.), al centro il Monte Mondeval (2.455 m.) ed a destra il Monte Civetta (3.220 m.)

Difficile non restare ammaliati dal panorama di questa forcella: dopo un lungo momento di contemplazione, proseguiamo lungo il sentiero 436, seguendo la direzione verso Forcella Ambrizzola.

Mondeval e Lago delle Baste

Da Forcella Giau il sentiero si inoltra nel cuore dell’Altopiano del Mondeval, sviluppandosi ai piedi del versante detritico meridionale dei Lastoi de Formin: proprio sopra a Forcella Giau si innalza infatti l’imponente Punta dei Lastoi de Formin (2.657 m.)

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Forcella Giau e la Punta de Lastoi de Formin (2.657 m.)

Questo tratto di sentiero è davvero scenografico, e si inoltra tra i vari massi erratici e detriti dolomitici, avendo sempre come riferimento di fronte a noi il maestoso versante nord-ovest del Monte Pelmo.

Proprio in questo versante, al centro dei prati di Mondeval, intravediamo anche il lago delle Baste, un altro punto panoramico eccezionale (da raggiungere con una breve deviazione per vedere la cima del Monte Pelmo riflessa nelle sue acque)

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Mondeval: un masso erratico sulla sinistra, al centro il Monte Pelmo e Lago delle Baste (2.281 m.) sulla destra

Monte Pelmo

Il Monte Pelmo la fa da padrone sullo sfondo dell’altopiano del Mondeval. Il Pelmo è una delle cime simbolo delle Dolomiti Venete, dato che raggiunge i 3.168 metri di altezza. La particolarità di questa montagna è dovuta al fatto che assume sembianze diverse a seconda del versante dal quale la si ammira. Il Pelmo viene anche chiamato “Caregón del Padreterno“ (che in dialetto veneto significa “seggiolone del padre eterno”).

In dialetto veneto della Val di Zoldo invece il nome del Monte Pelmo deriva dal termine “Pelf”, ossia peloso, inteso come boscoso. Nei racconti popolari infatti, il Pelmo anticamente era ricoperto da pascoli e vegetazione fitta. Poi gli eventi atmosferici fecero franare la parte centrale del monte, creando il circo glaciale attuale e la forma simile ad un “trono”, visibile dal versante sud. Questa storia trova conferma in alcune prove geologiche: sono stati infatti osservati alcuni scoscendimenti, ossia tratti di terreno dirupato, con forte pendio, creatosi in seguito a frane.

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Il maestoso Monte Pelmo da Mondeval: al centro la cima del Pelmo (3.168 m.) con al di sotto il ghiaione del nevaio di Val d’Arcia e a destra il Pelmetto (2.990 m.); a sinistra la punta di Croda di Forcarossa (2.737 m.)

Sito di sepoltura dell’Uomo di Mondeval

Un’altra deviazione, segnalata dai cartelli conduce velocemente anche al sito di sepoltura mesolitica scoperto nel 1987: si tratta del rinvenimento di uno scheletro di un cacciatore mesolitico, risalente a 7500 anni fa. Tale scoperta è sorprendente ed ebbe risonanza in tutto il mondo: lo scheletro infatti venne ritrovato in un ottimo stato di conservazione e circondato da un completo corredo funebre, al di sotto di un masso erratico oggi segnalato. Inoltre, questa fu la prima traccia che dimostrò la frequentazione dell’alta montagna da parte dei cacciatori mesolitici. Lo scheletro è attualmente conservato al Museo intitolato a Vittorino Cazzetta, l’autore della scoperta, a Selva di Cadore (qui il link al sito del museo http://www.museoselvadicadore.it/)

Forcella Ambrizzola

Il sentiero 436 procede così tranquillamente su facile sentiero nell’altopiano, in leggera discesa, avendo come riferimento davanti a noi il Becco de Mezodi (2.603 m.), chiaramente riconoscibile nelle foto, che emerge solitario e svettante: un’altra cima affascinante tra le Dolomiti Ampezzane.

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Sentiero 436 verso Forcella Ambrizzola: al centro il Becco de Mezodì (2.603 m.)
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Becco de Mezodì e Monte Pelmo

La discesa lungo il sentiero 436 è seguita velocemente da una salita non troppo impegnativa, che ci porta a Forcella Ambrizzola in circa 1 ora e mezza di cammino estremamente panoramico.

Dalla forcella, come anticipato ad inizio articolo, una bella deviazione può condurre in discesa fino al Rifugio Croda da Lago e Lago Federa, seguendo il sentiero 434 (rifugio Palmieri – Croda da Lago), che si sviluppa al di sotto della cresta dolomitica del massiccio Croda da Lago, la cui cima più alta è proprio Cima Ambrizzola con i suoi 2.715 m. (per le tempistiche di questa deviazione trovate le nostre indicazioni ad inizio articolo; purtroppo non ci sono le foto perchè noi abbiamo proseguito verso la Forcella de Col Rean lungo l’Alta Via)

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Forcella Ambrizzola (2.277 m.) e vista verso Cortina e la cima della Croda Rossa d’Ampezzo sullo sfondo. Dietro al cartello invece si nasconde il profilo del massiccio della cresta della Croda da Lago

Forcella de Col Roan

Da Forcella Ambrizzola il sentiero 436 procede ancora in leggera salita fino alla Forcella Col Duro (2.295 m.) sviluppandosi sul fianco del ghiaione detritico del Becco de Mezodì, incontrando vari massi erratici:

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Sentiero 436 verso il fianco del Becco de Mezodì: nella foto a sinistra. Sempre con il Monte Pelmo come riferimento a destra davanti a noi
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Il fianco detritico, tipico elemento del paesaggio dolomitico, del Becco de Mezodì

Dalla Forcella Col Duro il sentiero 436 procede in discesa sempre lungo il ghiaione detritico fino all’abbandonata stalla di Malga Prendera (2.148 m.) e proseguendo verso Forcella de Col Roan lungo il sentiero 458.

Dalla forcella, il panorama si arricchisce con la vista del Re delle Dolomiti, il Monte Antelao (3.264 m.), secondo per altitudine solo alla regina Marmolada.

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A sinistra la cima piramidale del Monte Antelao (3.264 m.) vista dalla Forcella de Col Roan

Dalla Forcella Ambrizzola si rientra a Passo Giau seguendo lo stesso sentiero dell’andata, affrontando i vari saliscendi (da considerare quindi alcuni tratti di salita anche per il ritorno).

Termina così questo racconto di trekking di un’escursione da Passo Giau verso lo splendido, meraviglioso e nascosto altopiano di Mondeval, un gioiello tra le Dolomiti! Se questo articolo vi è piaciuto fatecelo sapere nei commenti. Alla prossima!

4 comments

  1. Fantastico resoconto! Mi piace tanto il vostro blog, perché descrivete ogni itinerario in maniera super dettagliata ma senza mai risultare noiosi… questo percorso, poi, è tra quelli che ho in programma per la prossima estate, quindi mi avete fatto venire ancora più voglia di partire 🙂 Se doveste ricapitare in zona Cortina, vi consiglio la salita al Rifugio Croda da Lago ma partendo dal Passo Falzarego: un giro ad anello bellissimo, faticoso al punto giusto ma con paesaggi stratosferici 🙂

    1. grazie davvero Giorgia per il tuo commento e apprezzamento 🙂 grazie anche per il consiglio: infatti non avendo percorso la deviazione verso il Rifugio Croda da Lago e Lago Federa dovremo sicuramente tornarci 🙂 Alberto

      1. Ho scritto solo la verità 🙂 Se posso darvi una dritta, vi consiglio due modi alternativi alla classica salita da Passo Giau per raggiungere il rifugio:
        – partendo dalla località Ponte de Rucurto lungo la strada per il Passo Falzarego e risalendo la Val de Formìn fino alla forcella omonima (una volta qui basta seguire le indicazioni per Forcella Ambrizzola e il gioco è fatto!), con discesa per la ripida Val Negra e ritorno al punto di partenza;
        – incamminandosi dal Lago di Pianozes e percorrendo il bellissimo sentiero delle “Gores de Federa”, un tripudio di cascate e scalette sospese nel vuoto, con tappa intermedia alla Malga Federa e rientro per il Lago d’Ajal.
        Io li ho percorsi entrambi e onestamente non saprei dire quale ho preferito, il primo è un pochino più faticoso dal punto di vista del dislivello e della lunghezza, ma il secondo, ragazzi, è una vera chicca della zona! 😉

        1. wow, grazie mille davvero per entrambi i suggerimenti! Da come hai descritto gli itinerari ci hai subito fatto venire voglia di tornare lì 🙂 aspettiamo questa estate 😉 grazie ancora!

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