Il sentiero di trekking che conduce alla Punta Vallaccia, a 2.637 metri di altitudine, e a Cima Undici, 2.554 metri, è uno splendido ed emozionante itinerario in una vallata laterale della Val di Fassa, tra le Dolomiti un po’ meno frequentate.
Ci troviamo a Pozza di Fassa, dove sbuca la verde Val San Nicolò, innestata tra il Gruppo dei Monzoni ed il Buffaure, nelle propaggini meridionali del Gruppo delle Dolomiti della Marmolada. Da qui si delinea poi una vallata piccola e selvaggia, la Val Monzoni, che conserva uno spirito meraviglioso tra pascoli estesi e cime dolomitiche. Il gruppo del Monzoni è un piccolo gruppo roccioso di origine vulcanica, nel cuore delle Dolomiti, attraversato da sentieri panoramici con rifugi spartani e ricchi di storia.
In Val Monzoni si possono scoprire infatti dei rifugi autentici, come il Rifugio Vallaccia, a 2.275 m., ed il Rifugio Taramelli, a 2.046m., entrambi ottimi punti di appoggio per questa escursione di trekking. Salendo poi per ripidi pendii, la Punta Vallaccia si presenta come una delle cime più panoramiche della vallata, con la vista che abbraccia ben 7 dei 9 gruppi dolomitici principali, tra Marmolada, Catinaccio, Latemar, Pale di San Martino, Dolomiti settentrionali di Fanes, Pelmo-Civetta, Puez-Odle.
Partiamo allora a descrivere in questo articolo come arrivare a Punta Vallaccia e Cima Undici, passando dal Rifugio Vallaccia e Rifugio Taramelli da Pozza di Fassa!

Indice
Come raggiungere Punta Vallaccia e Cima Undici da Pozza di Fassa (tramite i rifugi Vallaccia e Taramelli)
- da parcheggio Vidor a Pozza di Fassa seguiamo il sentiero 615 che conduce fino a Malga Crocifisso, dove poco dopo troviamo il bivio (20 minuti dalla partenza) tra la Val San Nicolò e la Val Monzoni. Ci inoltriamo in Val Monzoni lungo il sentiero 603, che conduce alla Malga Monzoni (1.820m, 45 minuti dal bivio) tramite una comoda strada forestale nel bosco
- seguiamo ancora il sentiero 603 fino al bivio segnato da un segnavia tra il rifugio Vallaccia e Taramelli: seguiamo le indicazioni per il sentiero 624, che conduce fino al rifugio Vallaccia (2.275 m., 45 minuti da Malga Monzoni)
- dietro al rifugio prosegue il sentiero 624, fino ad incontrare un bivio tra il sentiero 624 che porta alla Punta Vallaccia e dall’altro il sentiero che guida alla Cima Undici: seguiamo il sentiero 624 fino alla forcella de La Costèla (2.510 m., 45 minuti dal rifugio Vallaccia)
- poi la salita finale a Punta Vallaccia è indicata sul sentiero 630A (ultimi 20 min di salita dalla forcella de La Costèla – circa 3 ore totali di salita dalla partenza iniziale)
- scendiamo da Punta Vallaccia, seguendo poi di nuovo il sentiero 624 fino ad incontrare il bivio (30 minuti in discesa da Punta Vallaccia) per dirigerci in salita a Cima Undici (su sentiero non numerato) (2.554 m., 30 minuti di salita dal bivio)
- torniamo così al Rifugio Vallaccia (sentiero 624, 45 minuti in discesa da Cima Undici). Dal Vallaccia scendiamo ancora sul sentiero 624, fino al bivio verso il Rifugio Taramelli (sentiero di raccordo 603B) (2.046 m., 30 minuti dal rifugio Vallaccia)
- discesa finale dal Taramelli sul sentiero 603 fino a Malga Monzoni e poi seguendo la stessa via percorsa in salita fino al parcheggio a Vidor (1 ora di discesa)

Percorso totale:
- Dislivello: 1.600 metri in salita ed altrettanti in discesa
- Distanza: 18,5 chilometri
- Tempo di percorrenza: calcolate in totale circa 6 ore e mezza per il percorso completo (pause escluse: considerate quindi circa 7 ore totali)
- Difficoltà: il percorso può essere considerato complessivamente impegnativo, come dislivello e distanza, con alcuni tratti di terreno accidentato da percorrere con molta attenzione (per escursionisti esperti). In modo particolare si tratta del tratto di sentiero 624 che sale alla Forcella de La Costela e l’ultima salita a Punta Vallaccia, in alcuni punti ripida ed esposta.
- Punti di appoggio: ristorante Malga Crocifisso e Malga Monzoni (solo ristorazione, no pernottamento), poi Rifugio Vallaccia, Rifugio Taramelli (rifugi aperti solitamente da metà giugno a fine settembre, meteo permettendo), ma per i periodi di apertura precisi ed aggiornati controllate sempre i loro siti web o contattate i gestori:

Partenza dal parcheggio Camping Vidor a Pozza di Fassa
Partiamo a camminare dal parcheggio Val Monzoni (gratuito, aggiornamento estate 2025) che si trova nei pressi del Camping Vidor, raggiungibile in pochi minuti di auto da Pozza di Fassa. Da qui partono anche varie navette che permettono agli escursionisti di inoltrarsi più velocemente in Val San Nicolò oppure fino a Malga Monzoni. Noi scegliamo di camminare, inoltrandoci subito su di un largo sentiero su strada forestale che sale leggermente nel bosco.
Il sentiero 615 diventa poi 603 e conduce alla Malga Crocifisso dove troviamo il bivio ben segnalato (foto qui sotto) con vari cartelli segnavia (1.530 metri di altitudine) e che segna la diramazione tra Val San Nicolò (dove si potrebbe proseguire fino al Passo San Nicolò ed all’omonimo rifugio, di cui vi raccontiamo in quest’altro nostro articolo: Trekking al Rifugio Contrin e Rifugio Passo San Nicolò: anello da Alba di Canazei ai piedi della Marmolada) e Val Monzoni. Proprio da qui cominciamo a camminare in Val Monzoni, dove i sentieri si fanno più solitari e silenziosi, in una piccola e selvaggia vallata.

Risaliamo la Val Monzoni percorrendo un’ampia strada forestale (la stessa strada che viene percorsa dalle navette prima citate: tuttavia le navette che transitano fortunatamente non sono così numerose) in un bosco di larici e abeti rossi. In questo tratto, presso un ponticello segnalato da un cartello esplicativo, si può ammirare verso il basso il Canyon Forra o Fessura dei Monzoni: una gola profonda con ripide pareti incise dal torrente Ruf de Munciogn (in ladino).
La salita procede tranquillamente fino a raggiungere i verdi prati che precedono la Malga Monzoni (1.820 m.), nella sua posizione circondata dalle cime vulcaniche dei Monzoni che ora si ergono sopra di noi.

Il sentiero si inoltra ora in salita più decisa abbandonando per un tratto la mulattiera della strada forestale (seguendo il cartello che indica il “sentiero nuovo nr. 624”). Quando sbuchiamo dal bosco, si presenta ora di fronte a noi la Val Monzoni che mostra le sue cime, prevalentemente di origine vulcanica e diverse nell’aspetto rispetto alle chiare rocce sedimentarie delle Dolomiti. Tuttavia noteremo tra poco le pareti dolomitiche della Punta Vallaccia.

Rifugio Vallaccia
L’ultima salita verso il rifugio Vallaccia si ricollega alla mulattiera, con il tratto finale di sentiero che si snoda tra gli ampi ed aperti pendii verdi, dove troviamo varie mucche al pascolo. Raggiungere il Rifugio Vallaccia permette di entrare nel cuore della Val Monzoni, con la vista che ora si apre verso la parete sud della Marmolada e sul resto del gruppo. Un piccolo rifugio di legno e pietra che conserva uno spirito autentico di un “vero” rifugio di montagna.


Dietro al rifugio Vallaccia entriamo in un ambiente tipicamente dolomitico, con i verdi prati puntellati da chiare roccette al limitare dei ghiaioni delle pareti rocciose. La parete di Punta Vallaccia compare così in questo splendido scenario, mostrandoci la via da intraprendere.


Salita a Forcella de la Costèla e Punta Vallaccia
La salita procede ora all’interno dei verdi pendii che precedono le pareti della Punta Vallaccia. Incontriamo un cartello segnavia che divide il sentiero 624 verso Punta Vallaccia dal sentiero che invece ci condurrà poi alla Cima Undici. Seguiamo il sentiero 624 che si restringe e ci porta proprio a ridosso della roccia di Punta Vallaccia, con le ripide pareti che si stagliano alla nostra destra.

Il terreno diventa più accidentato nel tratto che precede la forcella, con un ripido percorso su ghiaino, dove è necessario prestare molta attenzione. Lo scenario roccioso che ci circonda è incredibile, con la vista alle nostre spalle che si estende ora sempre di più.

La forcella La Costela si trova a 2.510 m. e ci indica la direzione verso “Ponta Valacia” , mostrandoci l’ultima salita da percorrere su di un ripido pendio verde punteggiato da roccette e ghiaino


Punta Vallaccia
La Punta Vallaccia si raggiunge così con un ultimo strappo di salita da percorrere nuovamente con attenzione in alcuni punti più ripidi (e dove la traccia del sentiero non è sempre chiarissima). Nell’ultimo pianoro sommitale la vista si dispiega in maniera incredibile ed emozionante a 360 gradi:

La croce di vetta di Punta Vallaccia ci fa scoprire una vista verso 7 dei principali gruppi dolomitici, con Marmolada, Catinaccio, Latemar, Pale di San Martino, Dolomiti settentrionali di Fanes, Pelmo-Civetta, Puez-Odle. Un panorama incredibile a 360 gradi, con uno sguardo verso i ripidi e selvaggi canali del gruppo dei Monzoni.


Cima Undici
Dopo un classico pranzo al sacco vicino alla croce di vetta, è tempo di scnedere per lo stesso percorso dell’andata per poi risalire verso la Cima Undici (dal bivio che avevamo incontrato precedentemente). In questo caso il sentiero di salita non presenta particolari difficoltà, sviluppandosi completamente lungo il fianco del pendio erboso della cima.

Una volta arrivati in cima, la vista mozzafiato ci porta fissare lo sguardo di fronte a noi, dove un dirupo ci separa dalle scenografiche e severe pareti rocciose del Sass Aut nel gruppo Monzoni, sempre con i gruppi dolomitici a circondarci da ogni lato.



Rifugio Taramelli
La discesa dalla cima è leggera e veloce, con le immagini e le emozioni del panorama ancora nelle mente. Dopo una pausa al rifugio Vallaccia, seguiamo nuovamente la traccia della mulattiera che ci riporta in discesa nel bosco, concedendoci però una piccola deviazione verso un altro lato selvaggio della Val Monzoni, per raggiungere il Rifugio Taramelli.

Il rifugio Taramelli si presenta come un rifugio rustico nella natura selvaggia. Si tratta dell’unico rifugio storico del Trentino ad aver mantenuto praticamente intatta la sua struttura originaria, senza modifiche o ampliamenti. Fu costruito nel 1904 dalla SAT (Società Alpinisti Tridentini) con la sua tipica forma di cubo, eretto con pietra locale (Si tratta del modello costruttivo con cui venivano costruiti i rifugi all’inizio del 900: un parallelepipedo di 6 metri per 8 di base e due piani di altezza, costruito con pietre prelevate sul posto e rivestito all’interno di legno).. Nella grande Guerra divenne comando militare e ospedale da campo austriaco, per poi essere acquistato dalla Susat nel 1961 (sezione universitaria della Sat). La scelta di mantenere il rifugio nella sua struttura originaria deriva dalla volontà dei gestori di creare un ambiente rustico e tipico, con poche persone ospitate, per riflettere un angolo di vallata selvaggia che è rappresentata da questo magnifico gruppo dei Monzoni.

Gruppo dei Monzoni che abbiamo così esplorato a fondo in questo percorso di trekking verso Punta Vallaccia, Cima Undici, rifugio Vallaccia e rifugio Taramelli. Se questo articolo vi è piaciuto, lasciateci un commento qui sotto oppure seguiteci sui social (Instagram, Facebook, Pinterest)!
Se siete alla ricerca di altre escursioni nella zona delle Dolomiti della Val di Fassa vi consigliamo di visitare questa sezione del nostro blog, dove abbiamo raccolto i percorsi di questa zona: https://focusontrips.com/tag/val-di-fassa/
Traccia GPS
Link per scaricare la traccia GPS del percorso di trekking verso Punta Vallaccia, Cima Undici, rifugio Vallaccia e rifugio Taramelli sul portale outdooractive.com (N.B. a durata indicata da outdooractive di 9 ore non è la durata effettiva del percorso ma una stima “media” del portale):

