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Torri del Vajolet da Vigo di Fassa: trekking nel gruppo del Catinaccio

Il sentiero di trekking che porta alle Torri del Vajolet rappresenta una via d’accesso al cuore del gruppo delle Dolomiti del Catinaccio. Un’escursione da non perdere se vi trovate in Val di Fassa in Trentino: il sentiero di trekking che parte da Vigo di Fassa vi porterà in uno dei luoghi più iconici di tutte le Dolomiti.

Il Gruppo del Catinaccio, in tedesco Rosengarten, è infatti caratterizzato da splendide cime, torri aguzze, arditi pinnacoli ed incredibili valloni rocciosi da lasciare senza fiato. Lungo il percorso incontriamo poi i rifugi Gardeccia, rifugio Preuss, rifugio Vajolet per terminare poi con il Rifugio Re Alberto I, al cospetto delle Torri del Vajolet, ed il rifugio Passo Santner, che domina l’intera conca rocciosa del “Gartl”, che si trova a 2.621 m, stretta tra la Cima Catinaccio (2.981 m) e la Croda di Re Laurino. Partiamo!

trekking torri del vajolet nel gruppo delle dolomiti del catinaccio
Da sinistra la Torre Delago (2.790 m.), al centro la Torre Stabeler (2.805 m.) e Torre Winkler (2.800 m.) a destra. Davanti in primo piano notiamo la Torre Piaz (2.670 m.). Le Torri del Vajolet sono costituite complessivamente da 7 cime rocciose di dolomia, riconoscibili dal loro versante meridionale dal Rifugio Re Alberto I nelle 3 iconiche torri meridionali più la Piaz, che nascondono le altre 3 torri (Torre Principale, Torre Nord, Torre Est).

Itinerario di trekking da Vigo di Fassa alle Torri del Vajolet

  • da Vigo di Fassa, dalla stazione a valle degli impianti di risalita (1.413 m.), seguiamo il sentiero 544 che ci conduce in salita nel bosco fino al rifugio Ciampedie (1.987 m. – 1 ora e mezza da Vigo);
  • da Ciampedie seguiamo il facile sentiero 540 che procede tranquillamente in leggera salita fino al Rifugio Gardeccia (1.950 m. – 45 minuti da Ciampedie);
  • da Gardeccia proseguiamo sul sentiero 546 verso il Rifugio Preuss e Rifugio Vajolet (2.243 m. – 1 ora);
  • poi dal Rifugio Vajolet si prosegue in salita verso il Rifugio Re Alberto I (2.621 m.) lungo il sentiero 542 s (1 ora), da affrontare con attenzione essendo segnalato da vari cartelli come sentiero per escursionisti esperti, che procede su roccia con la presenza di funi metalliche;
  • dal Rifugio Re Alberto I ammiriamo da vicino le Torri del Vajolet, e possiamo proseguire ancora in leggera salita per circa 20 minuti fino al Rifugio Passo Santner (2.734 m.). Da qui ritorniamo a Vigo di Fassa lungo lo stesso percorso dell’andata.
trekking nel catinaccio: vista da ciampedie verso le torri del vajolet
Vista da Ciampedie verso il cuore delle Dolomiti del Catinaccio: a sinistra la Cima Catinaccio coperta dalle nuvole ed al centro il blocco roccioso delle Torri del Vajolet

Percorso totale:

  • Dislivello: 1.370 metri in salita, ed altrettanti in discesa
  • Distanza: 20 chilometri
  • Tempo di percorrenza: calcolate in totale circa 4 ore e mezza per l’andata ed altrettante per il ritorno (considerate circa 9 ore e mezza o 10 ore stando larghi, escluse le pause)
  • Difficoltà: percorso lungo e dal dislivello impegnativo ma veramente remunerativo in termini paesaggistici. Il principale tratto segnalato e che presenta varie insidie, è il sentiero 542s, ovvero la salita dal rifugio Vajolet verso il rifugio Re Alberto I. In questo tratto infatti la salita è tutta su roccia, con alcuni tratti attrezzati con cordino metallico. Necessaria un po’ di dimestichezza su sentieri rocciosi e molto ripidi. Sconsigliato a chi soffre di vertigini

Partenza da Vigo di Fassa

Il punto di partenza di questo itinerario di trekking verso le torri del Vajolet è la stazione di partenza delle funivie di Vigo di Fassa, di cui trovate la posizione qui sotto nella mappa:

Vicino al punto di partenza è possibile lasciare in uno dei parcheggi, tutti ben segnalati, presenti vicino al centro di Vigo di Fassa.

Imbocchiamo così il sentiero 540 che ci porta a seguire una larga strada sterrata nel bosco in salita fino a Ciampedie (alternativamente è possibile salire con la funivia, al costo di 22€ a persona per il tragitto di andata+ritorno: trovate maggiori informazioni qui https://www.fassa.com/IT/Orari-e-prezzi-Impianti-di-risalita/).

Il percorso nel bosco del sentiero 540 non presenta tuttavia particolari difficoltà e si sviluppa sempre su una stradina sterrata in salita costante.

sentiero 540 nel boosco in salita da vigo di fassa a ciampedie

Rifugio Ciampedie

Dopo un’oretta e mezza di tranquilla salita nel bosco, sbuchiamo in una splendida radura verde, dove svetta al centro il Rifugio Ciampedie (1.987 m.) circondato da alcune piccole baite. Nel frattempo la roccia dolomitica del Catinaccio fa la sua comparsa sullo sfondo, catturando la scena tra le nuvole di passaggio:

rifugio ciampedie nel catinaccio
A destra il rifugio Ciampedie, sulla sinistra il Gran Cront (2.779 m.)

Dal pianoro del Ciampedie seguiamo poi il tranquillo sentiero 540 che procede in leggeri sali-scendi tra i boschi alle pendici del Catinaccio.

Rifugio Gardeccia

Proprio il tranquillo e comodo sentiero 540 ci permette di raggiungere il successivo verde pianoro dove sorge il Rifugio Gardeccia (1.950 m.) e, poco più avanti, il Rifugio Stella Alpina (2.044 m.). Di certo i punti di appoggio per una bella pausa in rifugio non mancano lungo questo sentiero!

rifugio gardeccia nei prati verdi ai piedi del catinaccio
Il Rifugio Stella Alpina (2.044 m.) con alle sue spalle la Cima Catinaccio e sulla destra le punte delle Torri del Vajolet

Dai rifugi Gardeccia e Stella Alpina ci troviamo poi a percorrere il sentiero 546 in direzione Rifugio Vajolet.

Da qui in avanti comincia il tratto di percorso che ci conduce nel mezzo del paesaggio roccioso per cui il Catinaccio è così famoso. Il sentiero, in ogni caso largo e ben segnalato, procede nel mezzo di enormi e scenografici massi dolomitici

sentiero 546 tra le rocce dolomitiche
Sentiero 546 verso il rifugio Vajolet

Rifugio Vajolet e rifugio Preuss

Il sentiero procede ora guadagnando altitudine con velocità maggiore, specialmente nell’ultimo tratto più ripido. Ad un tratto un raggio di sole, dopo una mattina nuvolosa, si fa largo tra le nubi e tinge le pareti dolomitiche di una sfumatura più chiara ed accesa.

parete orientale cima catinaccio dolomiti
Dal sentiero 546 verso il rifugio Vajolet: in alto le punte della Cima Catinaccio
trekking verso il rifugio vajolet catinaccio
Ultimo tratto di salita più ripida verso il Rifugio Preuss, in alto a destra
torri vajolet trekking da rifugio vajolet
Verso il rifugio Vajolet: vista verso l’ultimo tratto di salita con al centro le Torri del Vajolet

Una volta giunti al rifugio Vajolet, una breve pausa è d’obbligo, prima di incamminarci verso il tratto di sentiero, in parte attrezzato, che ci condurrà finalmente al cospetto delle torri.

Torri del Vajolet e Rifugio Re Alberto I

Questo tratto di salita dal Rifugio Vajolet verso il rifugio Re Alberto è abbastanza difficile e viene segnalato come sentiero per escursionisti esperti. La difficoltà deriva principalmente dal fatto che il sentiero si sviluppa completamente su roccia, in alcuni punti abbastanza ripidi, dove troviamo però sempre il supporto di cordini e funi metalliche. In ogni caso, il sentiero non è consigliato a chi soffre di vertigini.

sentiero attrezzato su roccia 542s sotto alle torri del vajolet
Tratti attrezzati con cordini metallici lungo il sentiero 542s
salita al rifugio re alberto e alle torri del vajolet
Salita verso il Rifugio Re Alberto I: in basso il Rifugio Vajolet e Rifugio Preuss

Dopo l’ultimo tratto di salita che dura circa un’ora dal Rifugio Vajolet, ci troviamo proprio al cospetto delle Torri del Vajolet, di fronte al rifugio Re Alberto I (2.621 m.):

trekking torri del vajolet nel gruppo delle dolomiti del catinaccio

Queste torri di roccia ci lasciano sempre senza parole, e fanno riaffiorare nella nostra mente i ricordi della nostra prima escursione nel Catinaccio di un paio di anni prima, in cui siamo arrivati per la prima volta a vedere le torri. In quell’occasione avevamo dormito poi al rifugio Re Alberto I, in un fantastico anello di trekking di 2 giorni. I colori del tramonto, il freddo della notte, la luce delle stelle, la conca rocciosa, i ricordi sono tanti e splendidi.

Poi, da quando viviamo a Bolzano, vediamo il profilo aguzzo delle torri svettare in lontananza sulla vallata e la città, ricordandoci sempre queste sensazioni, che ci portano a visitare il Catinaccio e la conca delle torri del Vajolet almeno una volta all’anno

Qui trovate il link al racconto dell’anello di trekking di 2 giorni: Trekking Torri del Vajolet-Rifugio Re Alberto I-Passo Antermoia: anello di 2 giorni nel gruppo del Catinaccio (cliccate qui)

sciliar e cime del ciamin visti dalle torri del vajolet
Vista dal fianco meridionale delle torri del Vajolet verso l’altipiano dello Sciliar in lontananza sulla sinistra

Rifugio Passo Santner

Dalle Torri del Vajolet e Rifugio Re Alberto la salita può proseguire all’interno della conca rocciosa chiamata “conca del Gartl”, che si trova a 2.621 m, stretta tra la Cima Catinaccio (2.981 m) a est e la Croda di Re Laurino ad ovest, una cresta rocciosa che prende il suo nome da un personaggio chiave nelle fiabe delle Dolomiti, che racconta del giardino di rose (Rosengarten appunto) del Re Laurino e la nascita del fenomeno dell’Enrosadira (leggete questo nostro articolo per conoscere la fiaba, Enrosadira: perché le Dolomiti si tingono di rosa all’alba e al tramonto (cliccate qui). La conca del Gartl, così chiamata in onore del giardino di rose della fiaba, è attraversata da un sentiero che, lungo il versante detritico della Croda di Re Laurino, collega poi il Rifugio Re Alberto I con il Rifugio Passo Santner, che è stato riaperto nell’estate 2019 dopo 6 anni di chiusura.

torri del vajolet nella conca rocciosa del gartl viste dal passo Santner
Torri del Vajolet e Rifugio Re Alberto I. Alla destra delle torri la Cima Scalieret (2.887 m.), Cima Nord (2.780 m.) e Punta di Mezzo (2.773 m.). Sulla sinistra la striscia di sentiero che dal Re Alberto porta al Santner

Il Rifugio Passo Santner si raggiunge in circa 20 minuti di salita dal Rifugio Re Alberto I: pochi minuti che ci permetteranno di raggiungere un punto panoramico straordinario

rifugio passo santner e vista sulla val d'ega
A sinistra il rifugio Passo Santner con il gruppo dolomitico del Latemar sullo sfondo coperto dalle nuvole

Ed è proprio questo il punto finale della nostra salita da Vigo di Fassa: il luogo ideale per la nostra pausa pranzo co i panini al sacco ed una bella birra fresca in rifugio!

La discesa a Vigo si effettua poi ripercorrendo lo stesso sentiero dell’andata.

Sperando che questo itinerario di trekking verso le torri del Vajolet vi sia piaciuto, vi proponiamo un altro itinerario per raggiungere le torri partendo dalla Val d’Ega (con un dislivello complessivo più elevato rispetto a quello descritto in questa pagina) Dal Rifugio Fronza alle Coronelle alle Torri del Vajolet: trekking nelle Dolomiti del Catinaccio (cliccate qui)

Traccia GPS

Traccia GPS del percorso di trekking da Vigo di Fassa alle Torri del Vajolet nel Gruppo del Catinaccio, anteprima dal portale Komoot:

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