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Escursione con le ciaspole al Rifugio Roda di Vaèl nel Catinaccio da Passo Costalunga

La Val di Fassa è famosa nel periodo invernale per i suoi impianti sciistici, ma per trovare un po’ di pace sulla neve vi consigliamo questo splendido itinerario con le ciaspole verso il Rifugio Roda di Vaèl, situato proprio ai piedi delle pareti del Gruppo del Catinaccio. Dal passo Costalunga, vicino allo splendido Lago di Carezza, il sentiero si snoda all’interno di un quieto bosco innevato, alle cui spalle si innalzano le pareti rocciose delle Dolomiti del Catinaccio.

Nella stagione invernale il Rifugio Roda di Vaèl è chiuso e pertanto risulta poco frequentato. Proprio per questo motivo il suo fascino aumenta, specialmente perché dal rifugio si possono ammirare panorami maestosi verso le principali cime delle Dolomiti: la Marmolada, le Pale di San Martino ed il Gruppo del Sella.

Partiamo!

rifugio roda di vael ciaspole

Itinerario con le ciaspole dal Passo Costalunga al Rifugio Roda di Vael

Percorso totale:

  • Sentiero 548 con partenza dal parcheggio del Passo Costalunga (1.745 m) verso il Rifugio Roda di Vaèl (2.280 m);
  • Dislivello: si tratta di 535 metri di salita ed altrettanti in discesa;
  • Distanza percorsa: circa 6 chilometri in totale;
  • Tempo di percorrenza: 2 ore per l’andata in salita fino al Rifugio Roda di Vaèl e 1 ora per il ritorno in discesa. In totale circa 3 ore di cammino, escluse le pause per pranzare e scattare foto;
  • Difficoltà: il percorso non presenta tratti particolarmente difficili ma, trattandosi di un’escursione invernale, si devono valutare a priori le condizioni della neve per quanto riguarda la seconda metà della salita verso il Rifugio Roda di Vael, caratterizzato da pendii abbastanza scoscesi. Inoltre, in questa seconda parte del percorso manca completamente la segnaletica del sentiero, quindi vi consigliamo di studiare bene la mappa del sentiero prima di partire (se qualcun altro è passato prima di voi con le ciaspole o gli sci da alpinismo, potrete invece seguire le sue tracce). E’ consigliabile percorrere questo tratto solo dopo aver controllato e consultato la situazione di assestamento della neve e la possibilità di valanghe: per le zone di Trentino-Alto Adige e Tirolo, potete consultare questo sito https://avalanche.report/bulletin/latest.

Noi abbiamo percorso questo itinerario nel periodo di inizio Marzo dopo una settimana di forti nevicate. Abbiamo più volte controllato il bollettino valanghe prima di partire, ma il rischio previsto era contenuto (tra il livello 1 e livello 2). La situazione della neve era ottima e per la prima volta nella stagione invernale abbiamo camminato con le ciaspole ai piedi dall’inizio alla fine del sentiero, con un manto di neve veramente soffice!

Partenza dal Passo Costalunga

La partenza del nostro itinerario è il Passo Costalunga che collega la Val d’Ega con la Val di Fassa e, allo stesso tempo, la provincia di Bolzano e quella di Trento. Il passo si raggiunge in circa 30 minuti di auto da Bolzano attraversando la val d’Ega ed ammirando già i meravigliosi scenari dolomitici tra i gruppi del Catinaccio e del Latemar.

Una volta arrivati al Passo Costalunga, si può lasciare l’auto nel parcheggio delle vicine piste da sci del comprensorio sciistico di Carezza.

Sentiero 548

Indossiamo subito le ciaspole al di fuori del parcheggio e seguiamo l’evidente segnaletica dei cartelli verso il sentiero 548. Poco dopo l’inizio del sentiero, ignoriamo il cartello nr. 552 che indica di proseguire verso ovest. Proseguiamo così verso nord-est, cercando di mantenerci verso il lato destro delle cime del Catinaccio che ci sovrastano.

La giornata è splendida ed il sole ci accompagna fin dall’inizio del nostro cammino. Il sentiero è completamente coperto di neve ed è veramente piacevole camminare affondando dolcemente con le ciaspole nella neve così soffice.

Dopo la prima distesa di neve in campo aperto, da cui si vedono ancora le macchine e gli alberghi del Passo Costalunga, ci addentriamo nel bosco. Ho sempre pensato che il bosco nel periodo invernale sia uno dei luoghi che infondono più pace e serenità in assoluto, specialmente in mezzo a distese di neve, come potete vedere dalle immagini qui sotto

roda di vael ciaspole
Sentiero 548 verso il Rifugio Roda di Vaèl

Proseguiamo a camminare con le ciaspole verso il Rifugio Roda di Vaèl nel silenzio del bosco, finché incontriamo un segnavia che indica un bivio: proseguiamo ancora verso destra, continuando sul sentiero nr. 548.

sentiero 548 catinaccio

In questo primo tratto di sentiero (20-30 minuti) camminiamo in leggera salita, quasi in falso piano: da qui in avanti invece la pendenza del sentiero aumenta. Guadagnando metri di altitudine, cominciamo ad intravedere i primi panorami dolomitici che sbucano tra gli alberi carichi di neve. Così ammiriamo per primo lo splendido gruppo del Latemar:

Latemar sentiero 548 Catinaccio
Viste dal sentiero 548: il Gruppo del Latemar, con i suoi campanili rocciosi che si notano sul centro-destra, tra cui il Cimon del Latemar (2.846 m). A sinistra il Sas da Ciamp (2.186 m) ed al centro la Cima Pope (2.460 m).

Panorami dolomitici

Proseguendo in salita raggiungiamo alcune piccole baite chiuse: da qui la vista comincia ad aprirsi fino alle Dolomiti delle Pale di San Martino, con la punta del Cimon della Pala che sbuca.

pale di san martino catinaccio
Da sinistra si nota la Punta Vallaccia (2.637 m), Cima Juribrutto (2.697 m), Cima Bocche (2.745 m) e poi le splendide Pale di San Martino: Cima dei Bureloni (3.130 m), Cima della Vezzana (3.192 m), Cimon della Pala (3.184 m)

Uscendo dal bosco, ci troviamo ad attraversare un’ampia distesa di neve, da cui la vista si spinge fino al gruppo della Regina delle Dolomiti, la Marmolada, con i 3.343 metri della sua Punta Penia. Davanti a noi si staglia invece il Gruppo dei Monzoni, ultime propaggini della Marmolada, da cui spicca la Punta Vallaccia, alla cui base avevamo raggiunto il Rifugio Vallaccia la settimana precedente, sotto una splendida nevicata (Escursione invernale al Rifugio Vallaccia da Pozza di Fassa (cliccate qui)

marmolada catinaccio
In primo piano il Gruppo dei Monzoni con la Punta Vallaccia a destra (2.637 m) e a sinistra il Sas Aut (2.556 m). In fondo a sinistra compare la Marmolada con la Punta Penia (3.343 m) ed il Gran Vernel (3.210 m)

Continuiamo a camminare nella neve fresca: da questo punto in avanti non si incontreranno più tracce o cartelli indicatori, per questo bisogna verificare bene l’assestamento del manto nevoso. Se non siete sicuri del tragitto da intraprendere e non trovate tracce da seguire di altri escursionisti passati prima di voi, potete accontentarvi del bel panorama guadagnato fino a questo punto e rientrare per la via dell’andata. Nel nostro caso, abbiamo continuato a seguire la direzione del rifugio Roda di Vaèl con le ciaspole, orientandoci anche con le tracce lasciate da altri escursionisti e scialpinisti. Come già detto, le condizioni della neve erano buone ed eravamo tranquilli avendo controllato il bollettino valanghe preventivamente.

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Nell’ultimo tratto di salita il sentiero 548 diventa più ripido
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La punta della Roda di Vaèl (2.806 m) al centro, con il Rifugio Pederiva che comincia ad intravedersi al termine della salita

La salita nella neve fresca diventa a mano a mano sempre più ripida, finchè non si intravede verso la sommità il Rifugio Pederiva, che si trova di fronte al Rifugio Roda di Vaèl.

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Rifugio Roda di Vaèl con le ciaspole

Raggiungiamo così il Rifugio Roda di Vaèl dopo circa 2 ore e mezza dalla partenza, con 2 ore di cammino e mezz’ora circa di pause. L’atmosfera è unica e l’immagine che l’inverno ci regala di questo rifugio è completamente diversa rispetto all’affollata atmosfera estiva (avevamo infatti attraversato la vallata del Rifugio Roda di Vaèl nel nostro anello di due giorni estivo nel Gruppo del Catinaccio: Trekking Torri del Vajolet-Rifugio Re Alberto I-Passo Antermoia: anello di 2 giorni nel gruppo del Catinaccio (cliccate qui)

rifugio roda di vael ciaspole
Il Rifugio Roda di Vaèl (2.280 m) circondato dalle pareti del Catinaccio: sulla destra La Sforcella (2.810 m), il Passo Vajolon (2.560 m), al centro la Roda di vaèl (2.806 m)

Ci troviamo infatti nella vallata del Catinaccio chiusa tra cima della Roda di Vael (2.806 m) e la cresta delle Pale Rabbiose, dove si nota il Passo delle Cigolade (2.586 m).

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A sinistra i Mugoni (con la cima sud e la cima est), il Passo delle Cigolade (2.568 m) e le Pale Rabbiose: la propaggine sud-orientale del Gruppo del Catinaccio

Ci togliamo le ciaspole per pranzare con i nostri panini al sacco: dal Rifugio Roda di Vaèl la vista è veramente incantevole e si spinge fino al Gruppo del Sella.

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In fondo a destra nuovamente le punte della Marmolada, mentre a sinistra il gruppo del Sella con la sua cima del Piz Boè (3.152 m)
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Dopo un’oretta circa di pausa tra pranzo, panorami e foto, ci prepariamo a rientrare verso il passo Costalunga, seguendo lo stesso percorso dell’andata. Stavolta però troviamo anche il tempo per qualche scivolata nella neve non prevista!

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Per rientrare al Passo Costalunga ci impieghiamo circa un’ora, trovando ancora modo di sorprenderci per gli incredibili panorami innevati che questo sentiero nel Catinaccio ci ha regalato. Fateci sapere cosa ne pensate di questo itinerario nei commenti, alla prossima!

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