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Con le ciaspole dalla Val Venegia a Baita Segantini: anello ai piedi delle Pale di San Martino

Un’escursione invernale con le ciaspole in Val Venegia regala un panorama incantevole e mozzafiato nel cuore delle Dolomiti delle Pale di San Martino. Torri rocciose e cime aguzze che ci sovrasteranno e accompagneranno lungo tutto l’itinerario. Percorreremo un giro ad anello che si avvicina al Monte Mulaz, alla Cima Vezzana ed al Cimon della Pala: uno degli scorci e panorami più belli e caratteristici di tutte le Dolomiti.

Si tratta di una splendida e lunga escursione invernale ad anello in Val Venegia, da percorrere con o senza ciaspole (a seconda delle condizioni del manto nevoso). Tra le cose da fare assolutamente se vi trovate in inverno a San Martino di Castrozza o in Val di Fiemme, questa escursione invernale con le ciaspole ci condurrà dalla Malga Venegia fino alla Baita Segantini, splendida ed iconica struttura montana ai piedi del Cimon della Pala. Partiamo!

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Le Pale di San Martino viste dalla Malga Venegia, da destra: Cimon della Pala (3.184 m.), Cima Vezzana (3.192 m.), Cima dei Bureloni (3.130 m.), Cima di Focobon (3.054 m.), Monte Mulaz (2.906 m.)
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Cime aguzze nelle Pale di San Martino: sulla destra la punta inconfondibile del Cimon della Pala (3.184 m.)

Itinerario escursione invernale dalla Val Venegia a Baita Segantini

Percorso totale:

  • Dal parcheggio di Pian dei Casoni (raggiungibile arrivando dalla Val di Fiemme, prima di raggiungere il Paso Rolle e svoltando a sinistra verso il Passo Valles) si segue la comoda forestale innevata che conduce alla Malga Venegia (1.778 m., 30 minuti dalla partenza), aperta durante il periodo invernale (indicativamente a partire dalle festività natalizie fino a marzo, ma per info dettagliate potete contattare la struttura: Malga Venegia)
  • Dalla Malga Venegia si continua a seguire facilmente l’ampia forestale in leggera salita fino ad arrivare alla seconda malga, la Malga Venegiota (1.824 m.), dopo altri 30 minuti
  • Il sentiero ora procede nel pianoro del “Campigol della Vezzana” alle pendici delle pareti delle Pale di San Martino, in particolare Cima Vezzana, e diventa più ripido quando si cominciano a percorrere una serie di tornanti che ci portano alla Baita Segantini, aperta nel periodo invernale (2.170 m., qui trovate info più dettagliate sui periodi di apertura) – 1 ora da Malga Venegiota (2 ore in totale dalla partenza)
  • Dalla Baita Segantini si procede verso il Rifugio Capanna Cervino (2.082 m.), aperto in inverno, situato lungo le piste da sci del Passo Rolle, per poi seguire il segnavia verso la Malga Juribello. Prima di raggiungere la Malga (chiusa nel periodo invernale) è possibile seguire una deviazione verso il bosco che ci riconduce direttamente alla Malga Venegia (1 ora e 30 minuti dalla baita Segantini), da cui si rientra al parcheggio Pian dei Casoni lungo la forestale.

Dati tecnici:

  • Dislivello: si tratta di 650 metri di salita ed altrettanti in discesa;
  • Distanza percorsa: 14 chilometri in totale;
  • Tempo di percorrenza: quasi 4 ore di cammino complessivo per tutto il giro ad anello, escluse le pause per le soste, per pranzare e scattare foto (considerate in totale almeno 5 ore e mezza per l’escursione completa);
  • Difficoltà: si tratta di un’escursione invernale di difficoltà media, caratterizzata da un dislivello complessivamente non trascurabile, ma senza particolari difficoltà nel sentiero. Il percorso infatti, a seconda della situazione del manto nevoso, può essere percorso con o senza ciaspole, ma tendenzialmente si può camminare su un sentiero di neve battuta che collega le varie malghe e baite. Il percorso è tutto sommato abbastanza lungo per la sua estensione (14 km), trattandosi di un’escursione invernale, ma, come detto, non è impegnativo percorrere la strada di neve battuta (a parte un tratto deciso di salita prima di raggiungere la Baita Segantini)
  • Sicurezza, situazione neve e valanghe: come già scritto, il sentiero non presenta particolari difficoltà. Se la neve è poca (come quando nel caso della nostra escursione) si segue facilmente la traccia di neve battuta dove si cammina tranquillamente con gli scarponi e i ramponcini (per evitare di scivolare sui punti più ghiacciati). Le ciaspole diventano necessarie quando il livello di innevamento è decisamente più elevato: per questo è necessario informarsi presso i rifugi/baite/malghe prima di partire, per conoscere le condizioni del percorsoì. In ogni caso è sempre necessario consultare prima di partire per sicurezza la situazione delle neve e valanghe: per le zone di Trentino-Alto Adige e Tirolo, potete consultare questo sito https://avalanche.report/bulletin/latest
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Carta del percorso (in esposizione alla Malga Venegia)

Partenza dal parcheggio di Pian dei Casoni

Il punto di accesso verso la Val Venegia e partenza di questa escursione invernale con le ciaspole è il parcheggio Pian Dei Casoni, situato lungo la strada che da Paneveggio porta al Passo Valles: trovate la posizione esatta nella mappa qui sotto.

Il parcheggio è gratuito ma non molto capiente, per questo in alta stagione, da fine dicembre a febbraio, si riempie facilmente. per trovare un posto è necessario arrivare abbastanza presto la mattina. Alternativamente si può trovare un piccolo spiazzo sulla destra lungo la strada prima di arrivare a Pian Dei Casoni. Nel caso in cui non si trovi posto neanche qui, è consigliabile a quel punto raggiungere in auto il Passo Rolle ed effettuare l’anello partendo dalla Baita Segantini.

Dal parcheggio si trova facilmente la direzione da seguire, lungo una larga e comoda strada forestale, che si inoltra nella foresta innevata. Ci troviamo nella cosiddetta foresta dei violini, il cui legno pregiato di abete rosso viene utilizzato per la costruzione di violini. Legname che venne anche utilizzato per la costruzione dell’Arsenale della Serenissima di Venezia, da cui deriverebbe infatti il nome della Val Venegia.

Intanto, la roccia dolomitica delle Pale di San Martino comincia ad apparire in lontananza.

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Sentiero nel bosco: il Monte Mulaz (2.906 m.) compare sullo sfondo

La strada forestale della Val Venegia è ben battuta e non indossiamo le ciaspole (attenzione: la situzione non è valida in assoluta ma dipende dalle condizioni della neve: informatevi prima di partire)

Malga Venegia

Una volta giunti al limitare del bosco, uno spiazzo innevato si apre di fronte ai nostri occhi: ci troviamo nel cuore della Val Venegia. Si individua così velocemente sulla sinistra la Malga Venegia con le sue stalle, ed al contempo la vista si apre sullo splendido profilo aguzzo delle Pale di San Martino:

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Le Pale di San Martino viste dalla Malga Venegia, da destra: Cimon della Pala (3.184 m.), Cima Vezzana (3.192 m.), Cima dei Bureloni (3.130 m.), Cima di Focobon (3.054 m.), Monte Mulaz (2.906 m.)

La malga è aperta e ci concediamo una breve pausa caffè, anche se siamo partiti da soli 30 minuti, ma la vista che si ammira dalla malga è memorabile!

Il Monte Mulaz lascia intravedere il Passo Mulaz ed il Passo delle Farangole, splendidi scorsi rocciosi, pinnacoli e torrette dolomitiche che restano impresse nella memoria, immagini di un’escursione estiva che consigliamo assolutamente di percorrere: Rifugio Mulaz da Passo Rolle: trekking nelle Pale di San Martino (cliccate qui)

Torniamo ala nostra splendida e soleggiata giornata invernale: il sentiero procede nel suo tranquillo percorso su neve battuta, con la sagoma delle Pale che da ora ci accompagnerà per tutto l’itinerario fino alla Baita Segantini.

Malga Venegiota

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La Malga Venegiota si raggiunge così senza troppo sforzo, lungo la strada forestale in leggera salita.

I raggi di sole cominciano a scaldare sempre di più la giornata invernale:

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Malga Venegiota (1.824 m.)

La malga è chiusa nel periodo invernale, ma si trovano comunque alcune panchine al suo esterno dove sostare.

Da Malga Venegiota si procede così nel Campigol della Vezzana, dove ci avviciniamo sempre di più alle pareti rocciose delle Pale:

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La strada forestale sfocia ora in un ampio pianoro innevato, dove la traccia di neve battuta è sempre ben segnata

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Pianoro innevato del Campigol della Vezzana: davanti a noi sulla destra notiamo la cresta sommitale del Cimon della Pala
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A destra Cima Vezzana (3.192 m.) e a sinistra Cima dei Bureloni (3.130 m.)
campigol della vezzana cima mulaz ciaspole

Al termine del pianoro si comincia ad affrontare un tratto di salita più decisa, che percorre diversi tornanti sempre lungo la strada forestale.

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Lungo la salita verso Baita Segantini; vista verso il massiccio Monte Mulaz (2.906 m.) a destra; sulla sinistra spunta in lontananza il profilo di Cima Uomo (3.010 m.) nel gruppo della Marmolada

Baita Segantini

La salita lungo i tornanti ci fa apprezzare sempre più vicino il Cimon della Pala e Cima Vezzana, ormai veramente vicini al sentiero:

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Dopo gli ultimi tornanti della salita, la strada di neve battuta si ritrova nuovamente in piano, nel bel mezzo di un paesaggio innevato davvero incantevole, che risalta al di sotto del cielo azzurro completamente sgombro da nuvole

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Arriviamo così alla splendida e frequentatissima Baita Segantini (2.170 m.), ed è facile capire il motivo di tanta celebrità, con le Pale che si stagliano al suo cospetto.

La vista è stupenda, specialmente sul famoso profilo del Cimon della Pala, chiamato il “Cervino delle Dolomiti” per la sua forma appuntita e aguzza. Oppure ancora, il Cimon della Pala ricorda anche la famosa ed aguzza cima del Cerro Torre, situata nella Patagonia Argentina.

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Baita Segantini (2.170 m.) ed ancora, da destra: Cimon della Pala (3.184 m.), Cima Vezzana (3.192 m.) e Cima dei Bureloni (3.130 m.)

La baita è aperta ma eccessivamente frequentata in questa domenica di fine gennaio, per questo cerchiamo uno spiazzo tranquillo poco distante, dove mangiare il nostro pranzo al sacco, seduti di fronte allo spettacolo delle Pale:

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Il panorama di apre così a 360 gradi, verso ovest la vista raggiunge il gruppo del Latemar, l’Ortles, la Presanella e le Dolomiti di Brenta, fino al vicino Lagorai

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Cima Cavallazza (2.326 m.) e Cima Colbricon (2.604 m.) nel gruppo del Lagorai

Rifugio Capanna Cervino e ritorno a Malga Venegia

Dalla Baita è facile seguire la direzione del sentiero che costeggia le piste da sci di Passo Rolle, fino a raggiungere la il Rifugio Capanna Cervino, meta di sciatori ed escursionisti:

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Il rifugio Capanna Cervino (2.082 m.)

Dalla Capanna Cervino si segue ancora la traccia di neve battuta che scende alla destra del rifugio, attraversando in un paio di occasioni le piste da sci (tratto in cui prestare particolare attenzione).

Una volta abbandonato il tratto che interseca l’area sciistica, ci troviamo nuovamente nella tranquillità del paesaggio innevato, respirando la pace dell’aria invernale

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Da questo punto per chiudere l’anello è necessario seguire i cartelli indicatori che ci possono portare fino alla Malga Juribello (chiusa nel periodo invernale) per poi rientrare facilmente a Pian dei Casoni. Alternativamente possiamo seguire la direzione che ci riporta fino alla Malga Venegia (sempre indicata dai cartelli segnavia) e che si inoltra in discesa lungo uno stretto sentiero nel bosco (da percorrere facendo attenzione alle condizioni della neve)

Consigliamo di percorrere questa variante per ritornare alla Malga Venegia, per avere ancora l’opportunità di godersi lo splendido panorama dalla Val Venegia verso le Pale di San Martino, verso le ultime ore di luce prima del tramonto, uno spettacolo:

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Infine, un’ultima pausa alla Malga Venegia è una buona occasione per chiudere questo splendido itinerario invernale con le ciaspole (o senza, come nel nostro caso) in Val Venegia con una fetta di torta fatta in casa!

Sulla via del ritorno a Pian dei Casoni, il sentiero non finisce di regalarci scorci meravigliosi, con i colori del tramonto che incorniciano lo scenario

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Il torrente Travignolo

Termina così il percorso ad anello in Val Venegia di questa escursione invernale super consigliata.

Per ispirazione e consigli, trovate in questa sezione del nostro sito altri articoli su escursioni invernale e ciaspolate: Ciaspolate

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