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Escursione con le ciaspole al Rifugio Firenze in Val Gardena

La Val Gardena in Alto Adige offre sempre numerose possibilità di svago nel periodo invernale, tra sci, ciaspole o vacanze all’insegna del benessere. In questo articolo vogliamo proporvi uno splendido itinerario con le ciaspole proprio in Val Gardena, che ci porterà ai piedi delle cime dolomitiche delle Odle (Geisler in tedesco), nell’ambiente tranquillo della Val Cisles. Ci troviamo nel Parco Naturale Puez-Odle, a cavallo tra Val Gardena, Val Badia e Val di Funes: proprio il profilo delle Odle, termine che in ladino significa “aghi”, è uno tra i più belli e riconoscibili di tutte le Dolomiti.

Inoltre, nel corso del cammino, verremo accompagnati sullo sfondo da alcune delle cime più iconiche delle Dolomiti: Gruppo del Sella, il Sassolungo, il Catinaccio e lo Sciliar.

Dal famoso villaggio di Selva di Val Gardena, possiamo ritagliarci un angolo di completa pace e tranquillità nella neve: gli impianti sciistici sono infatti vicini ma non si intrecciano a questo percorso, dandoci l’opportunità di inoltrarci nel bosco innevato in completa solitudine. Partiamo!

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Itinerario con le ciaspole da Daunei al Rifugio Firenze

Percorso totale:

  • partiamo dal parcheggio in località Daunei a 1.726 m. (Selva di Val Gardena – Wolkenstein) e seguiamo il sentiero nr. 3 verso il Rifugio Juac (1.905 m.) che raggiungiamo in circa 50 minuti;
  • dal Rifugio Juac proseguiamo seguendo il segnavia nr. 1 verso il Rifugio Firenze – Regensburgerhütte (2.039 m.) – chiuso nel periodo invernale – che si raggiunge in 1 ora;
  • dal Rifugio Firenze possiamo inoltre proseguire, valutando le condizioni della neve, lungo il sentiero nr. 13 fino alla Malga Pieralongia (1 ora) – anch’essa chiusa. Per poi rientrare al rifugio Firenze tramite il sentiero nr.4. (1 ora) Da qui torniamo al parcheggio in circa 1 ora di discesa.
  • Dislivello: si tratta di 600 metri di salita ed altrettanti in discesa;
  • Distanza percorsa: 10,6 chilometri in totale;
  • Tempo di percorrenza: 5 ore di cammino complessive per tutto l’itinerario, escluse le pause per pranzare e scattare foto;
  • Difficoltà: si tratta di un’escursione di difficoltà bassa nel primo tratto fino al Rifugio Firenze. Qui il percorso, dal parcheggio fino al Rifugio Firenze, è completamente privo di difficoltà e si percorre su sentiero battuto e segnato nel bosco. Dopo il Rifugio invece la pendenza aumenta e ci si muove su percorso non battuto su cui è fondamentale prestare attenzione alla situazione del manto nevoso. E’ consigliabile percorrere questo tratto solo dopo aver controllato e consultato la situazione delle neve e valanghe: per le zone di Trentino-Alto Adige e Tirolo, potete consultare questo sito https://avalanche.report/bulletin/latest

Noi abbiamo percorso questo itinerario nel mese di dicembre, dopo un periodo di intense nevicate. Prima di percorrerlo abbiamo aspettato un paio di weekend fino a quando il rischio valanghe (che trovate al link precedente) si è assestato a livelli più bassi.

Partenza dal parcheggio a Daunei

Il punto di partenza per inoltrarci con le ciaspole sulla neve verso la Val Cisles è il parcheggio in località Daunei, la cui posizione trovate nella mappa qui sotto. Il parcheggio su Google Maps è indicato sempre come parcheggio a pagamento ma in realtà nel periodo invernale la sosta gratuita.

Dal parcheggio proseguiamo a piedi inoltrandoci subito nella neve ben battuta del sentiero numero 3, che si trova facilmente grazie a vari cartelli indicatori. In questa prima parte del percorso, possiamo camminare anche senza le ciaspole, visto che il sentiero è ben battuto.

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Seguiamo il sentiero numero 3

Rifugio Juac

Il sentiero 3 prosegue in leggera salita nel bosco, ai piedi delle pareti del Mont de Stevia (2.555 m.). Questo tratto di percorso è davvero suggestivo da percorrere nel bosco silenzioso ed imbiancato: nel frattempo si nota fin dalla partenza la presenza del massiccio montuoso del Gruppo del Sella alle nostre spalle.

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Il gruppo del Sella sullo sfondo

Uscendo dal bosco, si raggiunge facilmente e senza sforzo eccessivo il Rifugio Juac (1.905 m.), solitamente aperto nel periodo invernale (quest’anno chiuso come la maggior parte delle strutture ricettive a causa della situazione legata alle restrizioni governative).

Da qui la vista si apre in maniera completa verso le Dolomiti di Sassolungo e Sassopiatto.

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Il gruppo del Sassolungo emerge al centro del panorama
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Il rifugio Juac con il Sassolungo sullo sfondo

Rifugio Firenze

Dal Rifugio Juac si seguono le chiare indicazioni per il Rifugio Firenze, seguendo i segnavia dei cartelli marchiati con il numero 1. Dopo una breve sosta nello spiazzo aperto ed imbiancato del rifugio, il sentiero si inoltra nuovamente nel bosco. Il percorso prosegue in salita sempre molto dolcemente: la neve inoltra risulta battuta, però decidiamo lo stesso di inforcare le ciaspole per concederci da subito qualche deviazione nella neve fresca ai margini del sentiero che conduce alla Val Cisles, laterale della Val Gardena!

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Una delle piccole baite che si trovano lungo il sentiero

A breve distanza dal rifugio Juac ci troviamo ai margini di un piccolo laghetto, che raccoglie le acque del piccolo torrente Ruf de Ncisles. Da qui seguiamo il corso del sentiero numero 1 fino al Rifugio Firenze – Regensburgerhütte, che si trova a 2.037 metri di altitudine. Il rifugio è chiuso nel periodo invernale ma è possibile comunque fermarsi per una sosta presso le panchine situate all’esterno, anche se in questo periodo coperte per buona parte della neve!

Il Rifugio Regensburgerhütte venne costruito nel 1888, tra i primi alpini rifugi della Val Gardena. Nel 1921 passò sotto la proprietà del CAI di Firenze, che lo rinominò. Il CAI fiorentino lo gestì fino al 2010, anno in cui venne affidato alla gestione della Provincia di Bolzano.

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Vista dal rifugio Firenze: in fondo a destra il gruppo del Catinaccio ed al centro il Sassolungo

Sentiero 13 – Malga Pieralongia

Dal rifugio si può proseguire seguendo la direzione del sentiero numero 13. Tuttavia da questo punto in avanti non troviamo più un sentiero di neve battuta e ben segnalato, ma bensì solo dei paletti di legno, dipinti di blu in cima, che sporgono dalla neve e ci indicano la via.

Con le ciaspole è proprio bello sprofondare nella neve fresca! Può essere chiaramente più faticoso rispetto a camminare su un sentiero di neve battuta. Anche perché in questo secondo tratto di sentiero, dopo il rifugio, la salita diventa più decisa. Prima di proseguire lungo il sentiero 13 è molto importante valutare le condizioni della neve, informandosi tramite i bollettini valanghe della provincia (di nuovo vi riportiamo il link da consultare https://avalanche.report/bulletin/latest).

Continuiamo a seguire i paletti di legno in salita lungo l’Alpe Cisles, ammirando sempre più da vicino le pareti settentrionali delle Odle, che ora appaiono incombenti.

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Il profilo dolomitico delle Odle dal loro versante Nord
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Camminiamo in salita finché il sentiero piega verso sinistra portandoci a raggiungere un nuovo segnavia presso il quale troviamo una panchina su cui fermarci a mangiare il nostro pranzo al sacco. Così ci fermiamo, anche se non riusciamo a raggiungere la Malga Pieralongia, posta appena più sopra di noi (per raggiungerla avremmo dovuto infatti seguire completamente i paletti di legno, senza prendere la deviazione a sinistra che appariva come un sentiero ma in realtà riportava solo una serie di tracce di sciatori).

Da questa panchina estremamente panoramica ci godiamo un buon pranzo!

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Da qui per ritornare al rifugio Firenze vi consigliamo di non ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata ma di chiudere l’anello tramite il sentiero 4, che ci riconduce al rifugio Firenze in poco meno di un’ora di cammino rilassante ed in discesa. In questo tratto fuoriesce nuovamente il sole, regalandoci nuovi scorci dell’innevata Alpe Cisles.

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Una volta rientrati al rifugio, torniamo al parcheggio di partenza percorrendo lo stesso sentiero dell’andata, concedendoci delle deviazioni nella neve fresca dei vicini pendii, per goderci la discesa nelle ciaspole.

Durante il rientro, continuiamo ad ammirare il Sassolungo ed il Sella.

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Termina così questo articolo che ci ha condotti con le ciaspole in Val Gardena: se vi è piaciuto fatecelo sapere nei commenti!

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